Mdp, Molinari motiva il suo addio al Pd. “Pittella disprezza il popolo”

 

molinari_iudicello
05 Apr 2017

Scritto da redazione

POTENZA- Un’adesione convinta, netta, quella espressa da Antonello Molinari, già segretario provinciale del Pd, approdato qualche settimana fa in Art.1 Movimento Democratico e Progressista per seguire l’amico Roberto Speranza.

 

Molinari, dopo la partecipata Assemblea di Napoli, quali obiettivi vi prefissate e, soprattutto, da dove cominciate?

“Vogliamo ricostruire il centrosinistra, batterci per un nuovo centrosinistra nel Paese ma anche in Basilicata. Sabato a Napoli abbiamo intrapreso un percorso entusiasmante, alla presenza di giovani, eravamo in tanti dalla Basilicata. Dobbiamo costruire un movimento che vuole unire, che si interroga e vuole ragionare in modo inclusivo. Partendo dalla gente, dalle esigenze di un territorio regionale in totale paralisi. Tanti amministratori e non, che ci accompagneranno, che hanno manifestato in questi giorni la voglia di partecipare, di dire la propria”.

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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