Un progetto Total al Planetario di Anzi

Il planetario di Anzi (Potenza), in Basilicata

Con gli studenti di Stigliano e di Corleto Perticara

Redazione ANSAPOTENZA05 aprile 201715:41NEWS

(ANSA) – POTENZA, 05 APR – Circa 900 studenti dell’istituto “Montano” di Stigliano (Matera) e del “16 agosto 1860” di Corleto Perticara (Potenza) hanno partecipato “a un’esperienza didattica speciale nel Planetario Osservatorio Astronomico” di Anzi (Potenza), nell’ambito di un progetto di Total E&P Italia.
“In accordo con le direzioni scolastiche dei due Istituti – è scritto in una nota – sono state organizzate tra febbraio e marzo delle visite che interesseranno tutte le classi. Per tutti gli alunni sono stati previsti laboratori didattici dove si sono alternate lezioni didattiche, una parte esperienziale e una più ludica per fissare nella memoria quanto appreso. Questo percorso ha favorito lo sviluppo negli studenti non solo di una migliore conoscenza del territorio, ma anche dell’astronomia in tutti i suoi aspetti, stimolando lo studio e l’attenzione per l’ambiente e per le bellezze che ci circondano”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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