Regione, la manovra agita Pittella e la maggioranza. “Buco” in bilancio da 100 mln

 

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08 Apr 2017

Scritto da redazione

POTENZA – Piero Lacorazza non ha partecipato ieri mattina alla riunione di maggioranza. Unico assente. Si doveva e si è deciso come organizzare il bilancio della Regione, che dovrebbe andare in Aula la prossima settimana da martedì 18 a giovedì 20 aprile.

I dirigenti hanno relazionato sull’architettura del documento politico-economico e la Legge Finanziaria che uscirà sarà lacrime e sangue, come si usa dire. Non ci sono risorse sufficienti. Il petrolio ha reso di meno. Qualcosa come cento milioni di euro in meno. E siccome i cento milioni servono, la Regione si esporrà con questa somma, da spalmare nei prossimi bilanci. Non esistono spazi per operazioni di alcun tipo. Ci si concentrerà su tre linee di intervento: forestazione, trasporti, Consorzi industriali.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

Tratto da:http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/primo-piano-news/politica/11516-regione,-la-manovra-agita-pittella-e-la-maggioranza-buco-in-bilancio-da-100-mln.html

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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