SOSTITUZIONE ETNICA IN BASILICATA: FRA MASSONERIA E MONDIALISMO

14 ottobre 2016

(di Carlo Di Pietro) Tuonava  la Chiesa: «Lo spirito massonico si aggira cercando chi divorare […] Niuno si lasci illudere dalle sue belle apparenze, niuno allettare dalle sue promesse, sedurre dalle sue lusinghe, atterrire dalle sue minacce. Ricordatevi che essenzialmente inconciliabili tra loro sono cristianesimo e massoneria; sì che aggregarsi a questa è un far divorzio da quello.  […] Combattete dunque [contro lo spirito massonico] e siate italiani e cattolici» (cf. Inimica Vis).

 

Il Governatore della Basilicata, MARCELLO PITTELLA (PD), ha dichiarato lunedì 2.10.2016 a Matera (PZ): «Oggi scriviamo una pagina importante per l’Europa con una strategia precisa per i migranti e per porre fine all’orrore di erigere dei muri»[1]. Motivo di gaudio, per il governatore lucano e probabilmente per le OnG, i sindacati e le associazioni di “volontariato” (a cottimo), è la stipula del protocollo d’intesa, ovvero del «progetto economico e sociale», cosiddetto «We are the People», che, si apprende dal sito della Regione, «mira a favorire la crescita del territorio e l’accoglienza dei rifugiati»[2].

 

L’intesa sarebbe stata firmata in occasione della pretesa «Giornata nazionale della memoria dei migranti» dal Presidente della Regione Basilicata, da NAGUIB SAWIRIS, egiziano e presidente del gruppo ORASCOM, e da RAWYA MANSOUR, fondatrice di RAMSCO, gruppo nominalmente «impegnato nella tutela dell’ambiente e nella lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo». Evidentemente della tanta povertà nei paesi già sviluppati a nessuno più importa. Secondo il sito della Regione Basilicata, i protagonisti della vicenda sarebbero «interessati ad una partnership e ad un investimento in Basilicata per contribuire all’integrazione sociale e lavorativa dei migranti»[3]. Cerchiamo di approfondire!

Secondo WISE Muslim Women[4], Rawya Mansour sarebbe un’attivista ambientalista islamica membro anche della «Arab Business Women Society», della «Lead Foundation for Microfinance», della «CLINTON Global Initiative Foundation» e di numerosi altri Consigli ed Associazioni di filantropia ed alta finanza. Rawya Mansour è anche fondatrice e Presidente di RAMSCO «per l’interior design e architettura, una società di interior design all’avanguardia con sede in Medio Oriente. Il suo lavoro è stato pubblicato in tutto il mondo sulla rivista House and Garden». Il The Washington Post, 18 marzo del 2015, inserisce il suo nome nell’elenco dei finanziatori della «The Bill, Hillary and Chelsea CLINTON foundation»[5]. Nel dicembre del 2009 Rawya Mansour  partecipò[6] anche alla Conferenza ONU di Copenaghen sui cambiamenti climatici, dove era presente il cospirazionista e speculatore internazionale GEORGE SOROS, il quale sarebbe «architetto di ogni colpo di Stato degli ultimi 25 anni»[7], secondo quanto documenta DC Leaks[8].

La «Fondazione CLINTON» concentra la propria attività da molti anni sul cosiddetto «gender gap» (fantomatico “genere” e lotta alla presunta discriminazione di “genere”), sulla procurata denatalità e sul controllo delle nascite mediante l’aborto; si fa portatrice di numerosi progetti di femminismo, la cui agenda è fortemente confermata[9] da CHRISTINE LAGARDE, Direttore Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, e dall’italiana LAURA BOLDRINI, come essa stessa afferma. Fra i donatori della nominalmente filantropica «CLINTON Foundation», ci sarebbe, almeno dal 2013, anche il nostro Ministero dell’Ambiente che ha contribuito alla “causa” con una cifra che va da 100 mila a 250 mila dollari (La Fondazione pubblica solo il range della donazione)[10].

Ci risulta che la stessa «Fondazione» sarebbe connessa ad alcune delle «organizzazioni mondiali più mortifere, come Planned Parenthood (la più grande agenzia di business abortista del mondo legata alla Clinton a filo doppio)[11], il Center for Reproductive Rights, la BILL AND MELINDA GATES Foundation, la Mary Stopes International e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA[12]. Bloomberg riferisce che, nel gennaio del 2013, BILL GATES avrebbe investito «1$ Bilion in ORASCOM Construction»[13], tuttavia non ho approfondito sull’esito della trattativa, non occupandomi di alta finanza, chiedo scusa: di costruzioni e telecomunicazioni (sic!).

Veniamo all’altro protagonista[14] della vicenda: NAGUIB ONSI SAWIRIS (in arabo: نجيب ساويرس‎, Naǧīb Sāwīris; 15 giugno 1954) è un imprenditore e politico egiziano che si schierò con la “Rivoluzione egiziana”, membro del Partito dei Liberi Egiziani (fondato dopo lo scoppio della procurata “Rivoluzione” del 2011, evento che consegnerà anche l’Egitto nelle mani del fondamentalismo islamico e che darà il via al fenomeno dello scafismo massivo). Attualmente Sawiris riveste la carica di Presidente Esecutivo della OTH e della Weather Investments. ORASCOM non è solo telecomunicazioni ma: «Orascom Telecom (OT), Orascom Construction Industries (OCI), Orascom Hotels & Development e Orascom Technology Systems (OTS)». È membro, fra gli altri, dell’Egyptian Council for Foreign Affairs. In Italia Naguib Sawiris, oltre a Wind (poi venduta a Vimpelcom), acquisì Italiaonline (di cui fanno parte i portali Libero e Virgilio) e Seat Pagine Gialle.

Secondo il The Post Internazionale: «A settembre del 2015, il miliardario egiziano è balzato agli onori della cronaca per due ragioni ben precise: dapprima si era offerto di acquistare un’isola per poter accogliere i migranti che transitano lungo la rotta del Mediterraneo, e in seguito aveva annunciato di voler investire 100 milioni di dollari per aiutare i rifugiati a creare una comunità stabile. […] La sua idea originaria di voler acquistare un’intera isola per poter accogliere tutti i migranti è rimasta tale e nessuno dei governi chiamati in causa in questo progetto [Grecia e Italia] ha poi risposto. […] Ma il magnate egiziano non ha mai smorzato il suo entusiasmo […] E un primo passo in questa direzione il magnate egiziano sembra averlo compiuto lunedì 3 ottobre [2016], siglando un accordo a Matera con il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella […]»[15].

«Qualsiasi sia il governo che mi risponderà e mi permetterà di costruire su queste terre, lo farò», ha dichiarato nel maggio del 2016 a Forbes il magnate, «investirò 100 milioni di dollari»[16]. Sempre secondo The Post, «la regione italiana governata da Marcello Pittella ha risposto all’appello di Sawiris aggiudicandosi una partnership grazie alla quale si contribuirà all’integrazione sociale e lavorativa dei migranti.  Si tratta di una sorta di progetto-pilota europeo che prevede un sistema integrato dei servizi di accoglienza ai migranti che tenga conto delle priorità del territorio e garantisca futuro e occupazione ai residenti e agli stranieri»[17].

Rawya Mansour, attivista ambientalista, femminista islamica, finanziatrice dell’abortista Clinton ed interior design (contro la povertà nei paesi in via di sviluppo – ma NON contro la povertà nei paesi sviluppati, sic!), cosa c’entra con gli investimenti di Sawiris in Lucania e con il progetto decisamente immigrazionista di Pittella? Oltre all’interesse volgarmente commerciale, dato che RAMSCO è anche «una società di interior design», credo che l’intento sia il medesimo di G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): «ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite ed i matrimoni misti [unioni in cui i coniugi sono di razza differente], e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale»; e dell’israelita Guttmacher (Presidente della già citata Planned Parenthood dei, massoni anch’essi, Rockefeller), il quale negli anni ’70 dichiarava che solo «un efficace programma di contraccezione porterà un significativo contributo al Nuovo Ordine Mondiale (NWO)». Rawya Mansour sembra collocarsi, viste le sue predilezioni politiche ed attività, chiaramente in questo contesto ideologico/mortifero e di sostituzione etico/etnica.

Altro dato rilevante. Nell’elenco dei partecipanti al ROME MED 2015, oltre al nome di Paul Révay della Trilateral Commission, c’è anche quello del nostro magnate egiziano e rivoluzionario Naguib Sawiris[18], e la sua biografia breve, in qualità di “speaker”, compare addirittura in home page del sito[19] di Mediterranean Dialogues (MED: sulle trasformazioni in corso di realizzazione nella regione mediterranea allargata, al fine di ri-pensare approcci tradizionali e affrontare problematiche condivise, sia a livello regionale e globale), insieme con i nostri GIORGIO NAPOLITANO, ed i Ministri Pinotti, Mogherini, Gentiloni, MATTEO RENZI ed altri esponenti internazionali, più o meno consapevoli, del credo sinarchico (dal greco συν syn – assieme e ἀρχή arché – comando). Fra i nomi degli “speaker” e promotori di MED spiccano quello di Paolo Magri (Vice Presidente Esecutivo e Direttore dell’ISPI – Istituto di Studi di Politica Internazionale e Segretario-Tesoriere del Gruppo Italiano della TRILATERAL Commission)[20] e di Marcello Sala (Presidente Esecutivo del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo dal 2010, Presidente italiano del Business Council italiano egiziano e membro sempre della Commissione TRILATERALE)[21].

È d’obbligo, a questo punto, dare una rapida definizione della cosiddetta “Sinarchia”: élite – governo invisibile – che pretende di gestire il mondo secondo i dettami del B’nai B’rith [22]. Il gran massone e sinarca Saint-Yves, citato dall’altro massone conte Kalergi nel 1960 all’Accademia delle Scienze morali e politiche di Parigi, sosteneva che «la caduta dell’Impero dei Papi ha permesso la nascita dell’idea di una Federazione europea laica» (ovvero sinarchica e laicista). Sempre Kalergi scriveva nella sua Storia di Paneuropa: «Il sogno di Comenius (Rosacroce e padre del Nuovo Ordine Mondiale) e di Nietzsche (morto pazzo), la concezione di Kant (criticista da cui scaturirono il liberalismo, il marxismo ed il razionalismo ateista), il desiderio di Bonaparte (non ha bisogno di presentazioni) e di Mazzini (dalla cui corrispondenza con Albert Pike si apprende il suo pensiero massonista e cripto-mafioso), gli Stati Uniti d’Europa, saranno realizzati dal Movimento Paneuropeo», di cui lo stesso Kalergi fu il fondatore con intenzioni di dichiarato dominio dei pochi (élite alla quale “di diritto” spetterebbero i “governi” – o “governi dei nominati”).

Lo pseudo Epiphanius, nel celebre e notevole saggio Massoneria e Sette segrete, lega tutti questi e molti altri nomi di oligarchi, tecnocrati,  massoni e squilibrati alla cosiddetta «Sinarchia, alla Trilaterale, al Bilderberg, al CFR americano, al Siècle francese ed a tante altre società estremamente discrete, […] all’opera per scalzare la nostra società occidentale, impresa iniziata prima del XVIII secolo con i Rosacroce e gli Illuminati». L’odierna Sinarchia (o “governo ombra” di un’élite  tecnocratica e totalitaria), si «arroga il diritto di stabilire ciò che è giusto e ciò che è ingiusto per i popoli, di accentrare ogni potere per asservire lo stesso uomo ai suoi progetti di dominio» (Ivi.). Di questa “élite” era certamente un esponente di spicco il menzionato Coudenhove-Kalergi, fondatore della Paneuropa ed alto rappresentante del “Patto Sinarchico” (del massone Saint-Yves), insieme a personaggi del calibro di de Gaulle ed Adenauer. Nel patto si dichiara che «la vita economica darà la base [ai tecnocrati totalitaristi], ma su di essa [si deve] elevare il Consiglio degli Stati europei».

Tornando alla questione tutta lucana (l’asse globalista Pittella – Sawiris – Mansour ed il progetto pilota “We are the People”), sappiamo dal Reuters[23] che ORASCOM Construction Industries (OCI) sarebbe in affari sin dal 2012, o lo sarebbe stata, con il magnate cospirazionista e presunto sinarca GEORGE SOROS già citato. Mentre Toronto Life, ottobre 2015, ci dice che: «il premio “Globalista dell’anno”, che in passato è stato assegnato all’egiziano NAGUIB SAWIRIS ed al super investitore GEORGE SOROS, è andato al capo del Fondo Monetario Internazionale CHRISTINE LAGARDE […]»[24]. Come si può facilmente notare, i nomi, le intenzioni ed i contesti sono sempre gli stessi: si premiano anche vicendevolmente per tutto ciò!

Si inizia con i Rothschild, i Rockefeller, Kalergi e molti altri, per poi arrivare ai vari Clinton, Soros, Lagarde, Sawiris, Boldrini, Napolitano, Renzi e, perché no, anche i fratelli Pittella. Basti pensare che il barone Edmond de Rothschild (Bilderberg Group e Trilateral Commission) annunciava anni fa: «L’Europa non si farà mai […] salvo demolendo la potenza degli Stati […] la struttura che deve saltare è la Nazione». Ed ancora, in Praktischer Idealismus, Kalergi asseriva: «L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli» (Adel – Technik, Wien – Leipzig, Paneuropa-Verlag, 1925, pp. 22-23). Paul Henry Spaak, discepolo di Coudenhove-Kalergi, diventerà il membro fondatore dell’Istituto Atlantico, del Bilderberg e presidente, nel 1950, del Movimento Europeo. Pare che anche Alcide De Gasperi, democratista liberale allontanato da Papa Pio XII per ragioni dottrinali, partecipò al primo comitato organizzatore del Bilderberg (in Op. cit.).

Ma torniamo a MARCELLO PITTELLA Governatore della cosiddetta Basilicata (vero nome Lucania) e fratello minore di Giovanni Saverio Furio Pittella, detto Gianni (Vicepresidente vicario del Parlamento Europeo)[25]. GIANNI PITTELLA, invitato dal GOI (Massoneria Grande Oriente d’Italia) a Rimini il 30 marzo 2012, aveva dichiarato: «L’Europa può e deve essere l’alfiere di questo ritrovato umanesimo. Il ruolo di un nuovo umanesimo europeo è ancora più importante quando pensiamo a ciò che è avvenuto in questi ultimi mesi nel Mediterraneo e nel mondo arabo. […] La crisi impone a tutti noi un cambiamento di paradigma, un cambio di direzione»[26]. Pittella parla, ovviamente, di umanesimo secondo il pensiero socialista, dunque di filosofia massonista. Nella stessa occasione il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, GUSTAVO RAFFI, nella sua Allocuzione alla Gran Loggia 2012 dal titolo “Oltre la crisi, la bussola dei valori per ritrovare l’Uomo”, risponde a Pittella: «in un tempo di crisi e smarrimento, i costruttori devono portare il loro contributo di idee e valori per rimettere in piedi l’Italia […] Occorre aiutare chi è senza diritti e legare in un nuovo patto civile i vecchi e i nuovi italiani, per dare un’anima all’Italia e costruire un futuro solidale, oltre i racconti e le ricette del momento»[27]. Il super massone Raffi sa bene: 1) che l’Italia non è più in piedi proprio da quando il potere viene gestito dai massoni o dai massonisti; 2) che i “senza diritti” non sono solo i “nuovi italiani” di cui ciancia, ma anche molti residenti, i quali vengono esclusi da questo “nuovo paradigma”; 3) che l’Italia l’anima l’ha sempre avuta (diciamo per brevità) da Costantino in avanti, ed è l’anima cattolica, quella che tutti i signori qui elencati stanno tentando di annientare anche mediante il “Piano Kalergi”.

 

L’anima cattolica è, difatti, il grande nemico del mondialismo, del globalismo, del massonismo e del progetto sinarchico in generale, tanto è noto che la stessa Sinarchia da molti secoli ha stretto un patto di collaborazione (a tratti di vera provenienza) con i più grandi movimenti protestanti, nemici di Gesù Cristo e della Chiesa cattolica. Basti pensare che già nel 1942 il Pilgrims John Foster Dulles (Consiglio Federale delle – sedicenti – Chiese) auspicava: «La limitazione immediata e severa delle sovranità nazionali […] la libertà di immigrazione nel mondo intero». In contro abbiamo, per esempio, il grande Papa e preveggente Leone XIII, che ci esorta a combattere la «merce massonica, [che] è spesso quella ciarliera filantropia, contrapposta con tanta pompa alla carità cristiana. […] Insinuatasi […] già da gran tempo sotto le speciose sembianze di società filantropica e redentrice dei popoli, nel nostro bel paese, e per via di congiure, corruttele e di violenze giunta finalmente a dominare l’Italia e questa medesima Roma, a quanti disordini, a quante sciagure […] ha essa […] spalancata la via […]» (Inimica Vis, Leone XIII, 1892).

 

È penetrato e penetra, asserisce il Papa, «il veleno massonico» specialmente in quelle società «filantropiche, di cui non ben conosc[iamo] la natura e lo scopo», che si «occultano sotto la maschera di universale tolleranza, di rispetto a tutte le religioni, di smania di voler conciliare le massime del Vangelo e le massime della rivoluzione, Cristo e Belial, la Chiesa di Dio e lo Stato senza Dio». Tuona il Pontefice: «Lo spirito massonico si aggira cercando chi divorare […] Niuno si lasci illudere dalle sue belle apparenze, niuno allettare dalle sue promesse, sedurre dalle sue lusinghe, atterrire dalle sue minacce. Ricordatevi che essenzialmente inconciliabili tra loro sono cristianesimo e massoneria; sì che aggregarsi a questa è un far divorzio da quello».

 

Pertanto, contro questa «ciarliera filantropia, contrapposta con tanta pompa alla carità cristiana», ci esorta il Papa già nel 1892, «stringendo sempre più il sacro nodo della carità e dell’obbedienza», a «sventa[re] i suoi disegni, manda[re] a vuoto i suoi tentativi, delude[re] le sue speranze. […] Siate dunque – conclude – italiani e cattolici, liberi e non settari, fedeli alla patria e insieme a Cristo […] persuasi che un’Italia anticristiana e antipapale sarebbe opposta all’ordinamento divino, e quindi condannata a perire».

 

Correva l’anno 1892 e, purtroppo, l’Italia è lentamente perita come previsto, poiché si è opposta, contro il dogma cattolico, legislatura dopo legislatura, all’ordinamento divino nella sua legislazione e vita sociale. Tuttavia a determinati potentati, oramai ben noti quantomeno nelle loro sigle ed intenzioni, tutto questo non basta e, come già è accaduto più volte nella storia, intendono fomentare la maledetta Rivoluzione. Un tempo usarono i criminali eretici e protestanti, poi i taglia teste Giacobini, a seguire i fanatici del Risorgimento, successivamente i marxisti, poi i nazisti, … oggi i sedicenti profughi. Tanto ci sarebbe da scrivere.

 

Sembra proprio che il progetto sinarchico-globalista e mondialista di abortismo indigeno (denatalità indotta anche da contraccezione, disoccupazione, tassazione iniqua, gender e potente propaganda all’emigrazione) con inesorabile sostituzione etnica (piano direttamente o indirettamente favorito dalla Trilaterale, dal Bilderberg, dall’ONU, dagli speculatori internazionali testé citati, dal MED, dalla Fondazione Clinton, dalla Massoneria e da molti altri)  transiti proprio per la Lucania con il famigerato “progetto pilota We are the People”.

 

La linea d’azione dei “Kalergiani”, secondo i dettami dei Rosacroce (J. V. Andreae) e degli Illuminati di Baviera (J. A. Weishaupt), la sintetizziamo secondo questo elenco: 1) usurpazione di tutti i governi legittimi (“governi” dei nominati); 2) oppressione e lenta cancellazione della proprietà privata; 3) abolizione dell’eredità; 4) demonizzazione del patriottismo e degli identitarismi; 5) abolizione della famiglia e sostituzione con dei simulacri che, di fatto, consegnino la gestione della prole ai “governi”; 6) abolizione della religione e condanna dei movimenti di integrità religiosa (soprattutto dell’unica vera religione che è il Cattolicesimo integrale); 7) creazione di un Governo Mondiale.

 

Kalergi fu anche il primo a ricevere il Premio Carlo Magno nel 1950.

 

Favorevoli o contrari al PIANO KALERGI ed alle mire del B’nai B’rith (noi combatteremo per ostacolarlo), credo sia davvero difficile negare ai fratelli Pittella il ruolo di loro “emanazione” sul territorio. Per ora abbiamo solo degli indizi marcati, tuttavia lo capiremo se, chi lo sa quando, riceveranno anch’essi, o almeno uno dei due, l’ambito Premio Carlo Magno (“a personalità con meriti particolari in favore dell’integrazione e unione in Europa”), meglio noto come Premio Kalergi, consegnato già nel lontano 1979 al corregionale EMILIO COLOMBO e proprio quest’anno all’immigrazionista, latitudinarista, americanista ed indifferentista GIORGIO BERGOGLIO (noto come “Papa Francesco”).

 

La magna charta della pastorale migratoria certamente non è lo pseudo – magistero di Bergoglio ma è, riconosciuta per tale universalmente, la Exsul Familia del giorno 1 agosto 1952 di Papa Pio XII. Disponibile per molti anni solo in latino ed in spagnolo, è finalmente consultabile anche in italiano, augurandoci che sia stata tradotta con metodo scientifico e non ideologico (dalla Fondazione Migrantes), sull’Enchiridion della Chiesa per le migrazioni (nn. 147-310).

 

(Parte di questo dossier è stato già pubblicato la La Nuova del Sud 10.10.2016 e da Imola Oggi 10.10.2016)

 

di Carlo Di Pietro

Tratto da:http://www.maurizioblondet.it/sostituzione-etnica-basilicata-fra-massoneria-mondialismo/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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