Premi di produttività all’Arpab anche se non trova gli idrocarburi nel Pertusillo: e la riforma finirà nel 2020, forse

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Scritto il 6 aprile 2017 by

Tempo fa l’enigmatico Sindaco Cicala (Viggiano) disse sui giornali:” Si sta spostando l’attenzione dai problemi del Cova a quelli del Pertusillo ” ignorando che 2,3 km di distanza dai due contesti ne fanno dal punto di vista ambientale un contesto unico, ma il campanilismo si sa, non guarda in faccia nessuno.

Ma c’è chi pur avendo trovato nel 2014 i problemi al COVA nelle falde esterne, problemi facilmente intuibili e preventivabili da anni, stranamente negli anni non ha avanzato prescrizioni e quegli stessi problemi che da tempo godono di totale non controllo, non vengono ricercati o trovati nel corpo idrico vicino, il Pertusillo, ove però i cittadini trovano gli idrocarburi addirittura a pelo d’acqua a ridosso delle rive.

L’Arpab sta peggio di prima, addirittura ricorre ad una convenzione col CROB ( del. 92 ) per prendere in prestito per 15 ore settimanali un dirigente del CROB di Rionero, per attività amministrative ovviamente, figuriamoci se per capire gli impatti sanitari dell’inquinamento. Invece nella delibera n.100 l’Arpab scrive che per attuare il masterplan ( ossia la riforma Arpab ) serviranno almeno tre anni senza intoppi, e che oggi non ci sarebbero le risorse per attività nevralgiche, quali i rilasci di pareri per le VIA o per le partecipazioni alle commissioni locali, ma l’Arpab deve anche adeguarsi alla nuova legge sugli ecoreati ( 68/2015 ) nonchè individuare i suoi presidi fissi in Val d’Agri e a Tempa Rossa, infatti Iannicelli ha chiesto alla giunta regionale il differimento dei tempi di attuazione del masterplan Arpab che andrà sicuramente oltre il 31 marzo 2020. E noi fino al 2020 continuiamo con le ecomafie?

Ma in Arpab si sa, brave e cattive persone stanno sulla stessa barca, e quindi nei verbali sindacali si intuisce la pressione a cui sono sottoposti i dipendenti, dipendenti che invece di scioperare verso i loro aguzzini, ossia i politici lanciando chiari messaggi all’opinione pubblica, cosa fa? Si occupa dei premi di produttività, infatti dal verbale sindacale si intuisce che ancora non si sa chi deve fare cosa e come, all’interno del masterplan, e comunque i sindacati chiedono i premi di produttività ovviamente anche per il masterplan. E pochi giorno dopo proprio con la del. 107 arrivano i premi di produttività per il personale ex-Agrobios, un lordo di 130mila euro per circa 35 dipendenti ( per il resto del personale siamo attorno al milione di euro lordo ): e noi di Cova Contro siamo felici per loro e per le loro famiglie, ma saremmo più felici se con i premi di produttività arrivassero anche risultati e prevenzione e magari un pò di trasparenza, visto che proprio da Agrobios aspettiamo da oltre un anno la pubblicazione dei dati relativi ai carotaggi profondi in Val Basento ed ai carotaggi svolti sul fondale del Pertusillo. Ma se i dipendenti di Arpab si fanno tutelare dai sindacati con tavoli e leggi ad hoc, i cittadini da chi sono tutelati e a quali tavoli?

E visto che piove sul bagnato, e che oltre all’Arpab anche la stazione unica appaltante regionale ha dei ritardi, l’Arpab è costretta a ricorrere per il 2017 ad una procedura di gara per 2 sole campagne di campionamenti ai camini di Fenice e della SIDER: siamo ancora senza mezzi, senza autonomia operativa in questo delicato settore, ma spediamo soldi per fiere internazionali e fondazioni. La gara è per Fenice e Sider e le analisi saranno fatte quando la burocrazia avrà terminato la gara, e intanto? E per tutti gli altri impianti che emettono in aria chi ci pensa?

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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