Salute: tumori in aumento. Crescono le patologie per polmoni, colon retto e mammella

 

tumori
12 Apr 2017

Scritto da Fabrizio Di Vito

POTENZA- Sempre più lucani si ammalano di tumore, ma almeno il tasso di mortalità è tra i più bassi d’Italia. A scattare la fotografia con più ombre che luci il rapporto “Osservasalute 2016” che ha confrontato, su base regionale, i dati del 2010 con quelli del 2015.

E, purtroppo, per molte neoplasie, in Basilicata i casi risultano in aumento. Partiamo dal tumore al polmone e scopriamo che il numero di casi prevalenti, ovvero il numero totale di persone che ha avuto nel corso della vita una diagnosi di tumore del polmone, è in crescita in entrambi i generi. Negli uomini, ad esempio, si è passato dai 443 casi prevalenti del 2010 ai 532 del 2015, con un incremento del 20%. Dati che, purtroppo, accomunano quasi tutte le regioni del Sud. Anche in Campania, Sardegna, Puglia e Calabria, infatti, si registra un preoccupante aumento dell’incidenza.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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