Primarie Pd, Pittella raduna i suoi. “Costretto a governare senza un partito e a guardarmi alle spalle”

 

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14 Apr 2017

Scritto da Giacomo Bloisi

LAURIA – Un “periodo caldo” da affrontare, che ricorda molto il settembre “pre primarie” del 2013, tutto racchiuso in una decina di giorni e con le festività pasquali nel mezzo. Il governatore Pittella scende in campo e parte da casa sua, chiamando a raccolta tutti i suoi amici dell’area sud lucana.

Li riunisce, nella serata di mercoledì, nella sua Lauria, per fare il punto della situazione che si andrà a delineare fino ed oltre il 30 aprile prossimo, data delle primarie nazionali per la Segreteria Pd. Una sorta di condivisione sulla linea e sulla road map. Sostegno a Renzi “incondizionato, perché in ballo c’è il futuro del centrosinistra lucano e non solo”, ma anche “polemiche e strumentalizzazioni da evitare, perché a noi interessa fare un’operazione che rimetta il Pd al centro degli interessi della comunità e non solo degli iscritti”.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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