Carburanti, ecco la stangata di Pasqua

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“Gli automobilisti che in queste ore si metteranno in viaggio su strade e autostrade per trascorrere fuori casa le feste di Pasqua e Pasquetta dovranno mettere in conto una ‘stangata’ da complessivi 156 milioni di euro sui rifornimenti di carburante“. E’ quanto denuncia il Codacons, che calcola la maggiore spesa a carico degli italiani che decidono di partire in auto in occasione delle feste.

“Oggi ai distributori di carburanti si registrano rincari record dei listini, con il gasolio che costa in media il 15,3% in più rispetto ad aprile 2016. Per la benzina i prezzi sono mediamente più alti dell’11,1% su base annua. Tradotto in soldoni, significa che per un pieno di diesel si spendono oggi quasi 9,5 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2016, per le benzina 7,9 euro in più a pieno”, calcola l’associazione.

“Considerato il numero di italiani che in queste ore si metteranno in viaggio in automobile per trascorrere le feste di Pasqua fuori casa o per gite fuori porta a Pasquetta, la stangata è servita: 156 milioni di euro di maggiore spesa solo per il carburante rispetto alla Pasqua del 2016. Ciò è causato sia dai listini alla pompa che puntualmente salgono in occasione delle partenze delle famiglie, sia dall’eccessiva tassazione che vige sui carburanti in Italia e che rappresenta il 70% del costo di ogni litro di benzina acquistato dagli automobilisti”, conclude il Codacons.

Tratto da:http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/04/15/carburanti-ecco-stangata-pasqua_4yPAG3qPgMKNnLPbXA5AlI.html

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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