Cova, Galletti “soccorre” Pittella: “Ognuno faccia la propria parte per riaprire a breve”

 

Palazzo Chigi - Giuramento dei sottosegretari di Stato
20 Apr 2017

Scritto da redazione

POTENZA – Dopo l’annuncio di Pittella nella conferenza stampa di martedì la Regione Basilicata ha notificato ad Eni la delibera n. 322 del 15 aprile 2017 che dispone la sospensione dell’attività del Centro Olio di Viggiano.

Nel pomeriggio di ieri poi il governatore, nel relazionare in Consiglio sulla vicenda, ha messo al corrente l’aula delle interlocuzioni avute col governo Gentiloni e in particolare col ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. ”Apprezzo e mi impegno a dare subito seguito alla proposta del Presidente Pittella di un tavolo tecnico sul Centro Olio di Viggiano” ha fatto sapere il ministro. “Lo ritengo uno strumento giusto, che si affianca all’impegno che il mio Ministero sta mettendo in campo nell’ambito dell’accordo quadro già operativo con la Regione Basilicata, grazie al quale oggi l’Ispra opera di supporto dell’Arpab sulle prioritarie questioni ambientali regionali.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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