Trapianti. A Roma e Matera i reni donati da anziana morta al San Carlo

La donna, 74 anni, è morta nella serata di ieri per una massiva emorragia cerebrale. Non è stato possibile utilizzare il fegato, potenzialmente disponibile, per la mancanza di riceventi compatibili.

19 APR – E’ stato effettuato nel corso della notte un espianto di organi al San Carlo di Potenza. La donatrice è una anziana materana, 74 anni, deceduta nella serata di ieri, per una massiva emorragia cerebrale. “In seguito all’accertamento di morte cerebrale, per una serie di segni clinici neurologici, confermati dall’elettroencefalogramma piatto, i familiari hanno espresso la volontà di donazione”, spiega il San Carlo in una nota.

Gli organi, i due reni, saranno trapiantati  a Roma e a Matera. A operare l’espianto un’equipe chirurgica del Policlinico Umberto I di Roma, supportata dagli anestesisti del San Carlo.

“Non è stato possibile utilizzare il fegato, potenzialmente disponibile, per la mancanza di riceventi compatibili”, spiega la nota del San Carlo.

19 aprile 2017
© Riproduzione riservata

http://www.quotidianosanita.it/basilicata/articolo.php?articolo_id=49982

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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