“Consiglieri” Usa a Deraa: preparano l’assalto dei “loro” terroristi nel Sud siriano. Un’altra guerra per Sion.

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Da  due settimane forze militari  americane e giordane sono operative nel Sud della Siria- lo rivela il giornale libanese Al Akhbar, vicino a Hezbollah.  “Per   la prima volta una delegazione di consiglieri americani e britannici sono stati segnalati nei dintorni della città di Deraa, sulla linea di demarcazione occidentale, nella città  di Ankhel, e  anche nella città di Bosra al-Sham, situata ad est di Deraa,  situata al oriente di Deraa e a sud-ovest della provincia di Souweida.  Secondo fonti della sicurezza, “è raro  che le forze americane e britanniche inviino i loro consiglieri militari in queste zone pericolose, a  meno che non siano controllate dai gruppi che collaborano con esse.  Si sa che il fronte Al Nusra ha una presenza importante in tutte le aree visitate”.

Inoltre, la Giordania (alleata, o meglio soggetta  degli americani) ha piazzato batterie di artiglieria, truppe supplementari, camere di sorveglianza e radar lungo il confine  con la Siria; i loro droni  sorvolano  continuamente la regione per il controllo del  terreno.

Al Akhbar nota  inoltre che “milizie siriane  (anti Assad) stanno sottoponendosi a ritmo accelerato ad esercitazioni di addestramento. Sono “Jaish al-Ashaer” (L’armata delle tribù), Furkat Shabab al Sunna (brigata dei giovani sunniti) Furkat al Hak  (Brigata del Vero) ed altre milizie combattenti nel quadro del “Jabhat al-Janoubiyyat (Fronte del Sud)”.

“Una nuova cellula di operazioni diretta da consiglieri americani, britannici e giordani  si è  piazzata nella regione di Al-Mazirib: dovrebbe essere comandata dal colonnello disertore (dall’armata governativa) Ibrahim al-Ghurani, pilota, che comanda la brigata al-Hak sostenuta da Amman.

“Contemporaneamente sono stati notati due movimenti di truppe: una si situa lungo tutta la frontiera siro-giordana vicino al campo di Rakban e sembra destinata a  dirigersi verso Bukamal. L’altro movimento di truppe, dove spiccano  veicoli militari Usa, britannici e giordani, è segnalato nella   cittadina giordana di al-Mafrak, che è situata di fronte alla città di Deraa (in Siria) sempre  in mano alle forze  governative siriane.

“ In parallelo a questi movimenti, la  milizia wahabita terrorista [che opera per gli Usa e Israele, ndr.] ha esteso la sua presenza nelle zone della provincia di Deraa occupata dai ribelli,fra cui l’area di al-Gidor, fino a minacciare la località di Nawa, anch’essa ribelle. I suoi recenti movimenti al suolo danno l’impressione che si prepari a lanciare un assalto nel bacino di Yarmuk per  prendere il passaggio confinario di  Tal Shebab,alla frontiera con la Giordania.

Decisamente, il pretesto è pronto per  lanciare l’attacco americo-giordano”, conclude il giornale.

“E’ chiaro che l’ingerenza americano-giordana non si fermerà al triangolo confinario tra Siria, Giordania ed Irak. Il piano da loro concepito mira ad conquistare un controllo che comincia col valico di al-Tanaf e dovrebbe estendersi in due direzioni: a Nord impadronendosi della zona frontaliera  con l’Irak fino alle due località di Deir Ezzor, Bukamal e Mayadin, occupate da Daesh; e al Sud,  fino alla frontiera col Golan  occupato, comprendendo tra l’altro il bacino di Yarmuk”.

(Israele vuole il suo pezzo).

Il motivo strategico dietro a questo imminente attacco è  stato spiegato dal giornalista Hossein Mortadha, della tv siriana, così:

“ C’è un accordo tra Daesh e Al Nusra per formare una nuova fazione, che sarà presentata come moderata e sarà sostenuta da Washington e dalla Turchia […] l’obbiettivo è di  strappare un successo militare prima di Astana [la seconda fase dei colloqui di pace di Astana, organizzati dalla Russia, la cui prima fase si è chiusa il 15 marzo senza  che i ribelli “moderati” si presentassero] e  cominciare poi a proporre delle carte, cosa a cui la parte turca si sottrae,  ciò che impedisce all’armata siriana [di Assad] di condurre operazioni in quella regione con il pretesto che ci sarebbero fazioni moderate”.

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