Cova, acido solfidrico alle stelle dopo l’ultima fiammata

 

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25 Apr 2017

Scritto da Fabrizio Di Vito

POTENZA – Un picco delle emissioni di acido solfidrico a poche ore di distanza dall’ultima “fiammata anomala” al Cova di Viggiano, verificatasi il 24 e 25 ottobre dello scorso anno. E’ quanto evidenzia l’Arpab nel rapporto relativo al monitoraggio della qualità dell’aria.

Misurazioni effettuate dalla postazione mobile di Montemurro, situata a circa 8 km di distanza dall’area industriale di Viggiano e ritenuta utile e significativa a fornire dati della qualità dell’aria e a rilevare eventuali rilasci di inquinanti dal Cova. “Dall’esame dei dati degli inquinanti monitorati – si legge nella relazione pubblicata dall’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente – si rappresenta che, nei giorni 24/10/16 e 25/10/16, in occasione dell’evento visibilità della torcia del Cova si sono registrati valori di concentrazione dell’acido solfidrico più alti rispetto ai valori medi dell’intera campagna (durata un mese, dal 7 ottobre al 7 novembre 2016, ndr)”.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

Tratto da:http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/primo-piano-news/cronaca/11612-cova,-acido-solfidrico-alle-stelle-dopo-l-ultima-fiammata.html

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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