Dagli appalti alle pensioni, nel 2016 reati contro la Pa per 10 miliardi

Dagli appalti alle pensioni, passando per le frodi nella percezione di rimborsi. I reati contro la pubblica amministrazione toccano diversi settori e vengono realizzati in diversi modi, con l’unico scopo di mettere le mani su quanti più soldi pubblici sia possibile: nel 2016 il totale è arrivato a circa 10 miliardi di euro. Secondo i dati contenuti nell’ultimo rapporto annuale della Guardia di finanza, ed elaborati dall’Adnkronos, più della metà della somma si trova sotto la voce ‘danni erariali segnalati’ per responsabilità amministrativa, che ammonta a 5,392 miliardi di euro.

Una quota rilevante arriva dagli illeciti in materia di appalti pubblici, con la segnalazione di ‘somme oggetto di assegnazione irregolare’ che arrivano a 3,390 miliardi di euro. Poi ci sono le frodi nella richiesta e percezione delle risorse a carico dei bilanci degli enti locali, nazionale e dell’Unione europea, che arrivano a 777 milioni di euro.

Le frodi accertate che coinvolgono la spesa previdenziale, sanitaria e le prestazioni sociali agevolate ammontano a 163 milioni; mentre i sequestri per gli illeciti ai danni della pubblica amministrazione ammontano a 86 milioni. Totale 9,808 miliardi di euro.

Il maggior numero di soggetti denunciati è accusato di aver commesso reati relativi alla ‘spesa previdenziale, spesa sanitaria e prestazioni sociali agevolate (17.354 denunce/verbalizzazioni). Per reati e altri illeciti contro la pubblica amministrazione sono stati denunciati 4.031 soggetti a cui si sommano i 3.066 per frodi nella richiesta/percezione di risorse a carico dei bilanci dell’Unione europea, nazionale e degli enti locali.

Ci sono poi i casi di illeciti in materia di appalti pubblici, con 1.866 soggetti denunciati, per un totale di 26.317 che sommati ai soggetti segnalati per responsabilità amministrative per danni erariali (altri 8.067) arrivano a 34.384 soggetti raggiunti dall’attività delle fiamme gialle.

Tratto da:http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/04/25/dagli-appalti-alle-pensioni-nel-reati-contro-per-miliardi_v0ETXljRQWRKdBdijIXnlM.html

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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