Cova, già emunti 2 milioni di litri di liquido contaminato

 

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26 Apr 2017

Scritto da Daniele Corbo

GRUMENTO NOVA – Dovrebbe svolgersi il 4 maggio la Conferenza di Servizi sul nuovo piano Eni per la caratterizzazione dell’area intorno al Centro Olio Val d’Agri. Il primo studio dell’inquinamento causato dalla fuoriuscita di petrolio all’interno dell’impianto, lo ricordiamo, è stato bocciato il 28 marzo.

La data potrebbe però cambiare. Per lo stesso giorno il governatore Pittella e l’assessore regionale all’ambiente Pietrantuono sarebbero stati infatti convocati al Ministero dell’Ambiente. Intanto proseguiranno le indagini secondo il nuovo programma elaborato dalla compagnia sulla base delle integrazioni chieste dai vari enti preposti alla fine del mese scorso, con l’obiettivo di capire l’estensione della contaminazione. Gli ultimi aggiornamenti arrivano dall’incontro di lunedì con gli abitanti di Grumento Nova organizzato dal sindaco Antonio Imperatrice.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

Tratto da:http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/primo-piano-news/cronaca/11620-cova,-gi%C3%A0-emunti-2-milioni-di-litri-di-liquido-contaminato.html

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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