BANTIA

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

Nel passato c’eri e pure grandi eri!

Famosi scrittori nelle loro opere ti citarono!

Ma di te mai abbastanza parlarono! Così nel mistero rimanesti e nel mistero sparisti!

Della tua grandezza, però, ogni tanto le orme vengon su!

Ogni tanto qualche brandello la terra ci restituisce della tua antica presenza.

Già nel V secolo a.C. libera vivevi, industriosa e progredita!

Ma poi anche tu, come tante altre, sotto il romano giogo finisti!

Di riferimento però fosti nella zona con l’antica Venusia, l’umile Ferentum e l’eccelsa Acheruntia.

Di te, purtroppo, poco sappiamo, molto altro sa pere bramiamo che invece la tua fine misteriosa ci nega ancora!.

Banzi, agosto 1997

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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