L’ineluttabile

 

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Immagine tratta da repertorio web by Ivan Larotonda.

Tratto da:Onda Lucana by Ivan Larotonda

Certo è che ha del prodigioso la perseveranza con cui abilissimi manipolatori delle masse agiscono  per giungere all’unità di tutti gli uomini postmoderni. Un atteggiamento messianico, tramandato di generazione in generazione, fin dall’indomani della tragedia rivoluzionaria del 1789, da queste logge, dapprima rinchiuse negli antri oscuri dei palazzi borghesi, gli illuminati, già decadenti nell’animo, fondarono il loro credo anti-casta, antitradizionalista. Il tutto con prospettive oserei dire escatologiche, se non avessimo a che fare con una schiera neofeudale fondata sull’oro e spiritualmente annullata nell’immanentismo beato di Fichte. La marcia, (Nomen omen) trionfale di un figlioccio della più potente famiglia al mondo, gli scudi rossi, che sarà il prossimo presidente della republique giacobina, (la più ferocemente anticristiana dell’intero mondo), ricalca sulla sponda europea quello che è accaduto negli USA, dove in pochi mesi, altri eccellenti manipolatori sono riusciti, direi che comunque l’operazione era abbastanza facile, a regimentare il “vulcanico” presidente dal ciuffo biondo che s’era visto nella campagna elettorale. Ora, il grande disegno in via di realizzazione, il dominio completo sul mondo apatride occidentale, manca di altri passi fondamentali: bisogna sapere infatti che tutto questo sbraitare libertà e democrazia, potenziati con l’ottenimento dei nuovi diritti universali, (tanto universali che hanno annullato anche i sessi!) sono solo propedeutici al raggiungimento di più alti fini. Infatti: annullate le nazioni e i popoli, (al proposito finalmente si comincia a dire le cose come stanno, ossia che non esiste nessuna emigrazione spontanea ma solo invasione-distruzione, organizzata), si può passare alla fase finale, dicevamo. In cosa consiste questa fase, la si può riassumere in una sola frase, guerra mondiale. Il tutti contro tutti è l’estremo fine di ogni deriva totalitaria, il non accettare nessun altro all’infuori di chi condivide i valori degli illuminati, autorizza persino all’eliminazione fisica coloro che agiscono contro corrente; in buona sostanza, si potrebbe affermare il seguente paradosso: nessuno è più fascista di un antifascista! Nessuno è più intollerante di un borghese giacobino, poiché le guerre che insanguinarono l’Europa per 200 anni furono la conseguenza degli ideali di libertà, uguaglianza, fratellanza! E questo non per una resistenza degli antichi regimi, ma per la tracotanza che contraddistingue, da sempre, ogni neofita. Per cui, fatta tabula rasa delle volontà controcorrente dei popoli ex europei, l’ineluttabile marcia, (è profeticamente e sinistramente il motto-partito-azienda del signorino banchiere Macron), deve proseguire verso il totale annichilimento del continente. E non credano, i nostri corregionali lucani, di restare in pace a guardare il roteare delle pale eoliche sulle nostre teste, o gli sbuffi sulfurei della val d’Agri e i suicidi collettivi della fauna ittica dei nostri laghi e fiumi. Tutto questo è nulla in confronto a cosa ci aspetta; cosa? Ma si! E’ facile, (ci siamo arrivati anche noi, poveri ignoranti che pascoliamo capre e pecore, non abbiamo titoli ricavati dal loro cuoio), E’ una guerra, l’ennesima, al nemico di sempre, ossia voluta dai nostri padroni, potenze talassocratiche che da Babilonia, (dall’Eufrate al golfo persico) a Cartagine, per proseguire poi con l’Inghilterra e gli Stati Uniti, proseguono contro il mondo degli imperi territoriali. Oggi, unico Impero territoriale, libero e indipendente, grosso modo, dal potere dell’oro talassocratico, (sarebbe più corretto dire dalla cartaccia del valore corrispettivo), è la Federazione Russa, baluardo anche di quel mondo tradizionale fondato sul sangue, l’altare, la lingua, l’esercito nazionale, la memoria condivisa, (Manzoni, “Marzo 1821”).  Queste manovre di accerchiamento, sui mari e le terre, compiute dagli statunitensi per la conquista dei giacimenti siberiani, sono in atto fin dal tempo della caduta dell’Unione Sovietica. Erano un facile strumento, gretto più che altro, per costringere a svendere, pare per soli 390 milioni di dollari, giacimenti stimati, all’epoca, del valore di 27 miliardi di dollari! Il rifiuto di Putin, che ha stracciato questa tentata frode, ha scatenata l’ovvia vendetta delle democrazie libere del mercato libero, che porta libertà ovunque, purché, come detto sopra, il resto del mondo ragioni come il giacobino mondo occidentale, intollerante verso i tolleranti e tollerante nei confronti degli intolleranti. Ma sappiano, i viziatelli talassocratici, che i russi, come disse Soloviev, conservano lo spirito di rinuncia; conoscono il sacrificio, sanno a cosa rinunciare pur di far valere e trionfare la propria fede, la propria Nazione. Per gente che ha scacciato e sottomesso i mongoli, vinto i turchi, i persiani, e tante volte gli europei d’occidente; delle portaerei in giro nei mari d’oriente e pochi terroristi che compiono attacchi vili non rappresentano nulla di nuovo, e ferale. Meditate gente!

Tratto da :Onda Lucana by Ivan Larotonda

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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