Tempa Rossa, si torna a protestare: l’azienda indebolisce il fronte penalizzando gli operai lucani

 

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29 Apr 2017

Scritto da Mariolina Notargiacomo

CORLETO PERTICARA – Resta aperta la vertenza Tecnomec al cantiere della Total. Ma il fronte di protesta è stato indebolito. Una strategia piuttosto consolidata da queste parti, alla quale ha spesso fatto ricorso anche l’Eni.

Dopo il presidio inscenato mercoledì scorso dalla quasi totalità dei lavoratori dell’azienda metalmeccanica, ieri i dipendenti sono ritornati a scioperare, ma questa volta ad incrociare le braccia sono stato i soli operai lucani, ai quali, a differenza dei colleghi pugliesi e delle altre località di provenienza, incluse quelle estere, si sono visti totalmente penalizzati dalle recenti trattative intraprese dalla multinazionale alla quale la compagnia petrolifera ha affidato l a maxi commessa per la realizzazione dell’impianto energetico Tempa Rossa a Corleto Perticara.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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