DOLCE TERRA MIA!

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

DOLCE TERRA MIA!

 

Terra mia cara,

per ragioni di lavoro ti ho dovuto abbandonare,

 

Ma da te lontano, qui in pianura padana,

spesso il desiderio sento di rivederti

e così la brama mi prende di venirti a trovare!

 

Venirti a trovare per rivedere i luoghi  a me tanto cari

dai quali forzatamente un dì mi son dovuto separare!

 

Il mio caro paesello

lì sulla collina dai verdi declivi!

 

Il monastero bantino, con la chiesa

ed il chiostro con la bella cisterna

del convento francescano!

 

Il corso con la piazza, l’unico centro cittadino,

dove ogni sera

pulsa la vita ed il passeggio quotidiano !

 

La verde villa comunale,

con in mezzo la statua alata della libertà,

ad onore innalzata dei caduti banzesi

nelle due tremende guerre mondiali!

 

E giù scendendo nelle verdi valli,

le nostre belle fontane rivedere

ed alla loro fresca acqua

dissetarmi con tanto piacere!

 

Parenti, amici e conoscenti

è bello e salutare rivedere

di giorno ed anche di sera!

 

In piazza con gli amici trascorrere

e la notte allegramente tardare!

 

Se poi una banda musicale inizia a suonare

la voglia ci prende anche di ballare!

 

E così, tra suoni, canti e balli,

fra tanti compaesani

al mio paese mi piace

di giorno e di sera stare!

 

D’estate, poi, quando il tempo è sempre bello,

per la campagna mi piace girovagare!

 

A piedi o in bicicletta,

le sue bellezze poter ammirare!

Tratto da:Onda Lucana by  Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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