Primarie Pd, Lacorazza: “Il ciclo di Pittella è finito. Per Renzi il risultato peggiore in Basilicata”

 

lacorazza_congresso
05 Mag 2017

Scritto da Mariolina Notargiacomo

POTENZA – Il dopo primarie in Basilicata tiene vivo il dibattito politico in seno al Pd, forse più di quanto accada nel resto del Paese. Una regione la cui amministrazione continua a rimanere nelle mani degli esponenti del partito riconsegnato a Renzi, ma dove le divisioni tra i dem risultano sempre più marcate, a discapito di un lavoro condiviso.

Lo stesso al quale si appella Piero Lacorazza, il quale ricorda ai compagni che la fase congressuale pre-primarie va archiviata. A parere dell’ex presidente del consiglio regionale «la discussione che si va imponendo nelle ultime ore rischia di arenarsi su problematiche che nulla avrebbero a che fare con i drammi patiti dalla comunità lucana, sui quali, invece, è necessario rivolgere lo sguardo». A Lacorazza, sostenitore della mozione di Michele Emiliano alle recenti consultazioni per la scelta del segretario dei democratici, proprio non è piaciuto lo scatto in avanti di quanti, forti del risultato ottenuto alle Primarie, sono usciti allo scoperto nell’intenzione di cominciare a tracciare la strada in vista di attesi risvolti, non ultimi quelli riferiti al rinnovo dell’esecutivo Pittella e quello, ancora più impellente, della segreteria regionale del partito democratico lucano, sprovvisto di una guida da oltre un anno e mezzo.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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