Basilicata 2035, sarà il deserto. Previsto uno tsunami demografico nei prossimi 20 anni

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08 Mag 2017

Scritto da Mariolina Notargiacomo

POTENZA – Se la situazione attuale è drastica quella in definizione è anche peggio. Panorama e previsioni a lungo termine tracciati in Italia nell’ultimo rapporto pubblicato dall’Istat sul futuro demografico del Paese non fanno che rispecchiare – con un’incidenza più preoccupante per quanto attiene alcuni paramentri – lo scenario descritto in Basilicata.

Dalla fotografia scattata dall’Istituto nazionale di statistica emergono processi ben definiti che vanno a determinare un unico dato: quello che vede lo Stivale abitato da sempre meno italiani, dove neppure la presenza di cittadini stranieri andrà a compensare la sensibile riduzione della popolazione. Un fenomeno in atto ormai da tempo e che, come dimostrato nel report dell’Istat la cui previsione si estende sino al 2065 con una tappa intermedia, fa registrare una perdita rispetto al 2016 (60,7 milioni) di 2,1 milioni di residenti nel 2045 (58,6 milioni) e di 7 milioni nel 2065 (53,7). Mentre nel Mezzogiorno il calo della popolazione si manifesterebbe lungo l’intero periodo preso in esame, per il centronord – superati i primi trent’anni di previsione con un bilancio demografico positivo – un progressivo declino della popolazione si compierebbe soltanto dal 2045 in avanti.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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