Cova, i numeri di un disastro: idrocarburi 28 volte oltre il limite nelle acque sotterranee

 

cova_piezometri
09 Mag 2017

Scritto da Fabrizio Di Vito

POTENZA – Idrocarburi ventotto volte oltre il limite consentito dalla legge. Assumono contorni sempre più preoccupanti i numeri relativi a quello che rischia di configurarsi come un incidente ambientale senza precedenti in Basilicata, quello provocato dallo sversamento di greggio al Cova di Viggiano.

L’inquietante dato emerge dai risultati delle acque sotterranee relativi ai campionamenti effettuati dall’Arpab dal 9 al 15 marzo scorsi nell’ambito dei controlli della messa in sicurezza di emergenza dell’area interna ed esterna al Centro Olio di Viggiano. Il piezometro che ha portato ai risultati più preoccupanti è il Sest1, ricadente nell’area immediatamente esterna all’impianto petrolifero dell’Eni.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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