I dipendenti regionali che pubblicamente ci boicottano

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Scritto il 10 maggio 2017 by

Vi alleghiamo un paio di foto, ove gli autori dei post, negli ultimi mesi, hanno palesato il loro disprezzo per noi. Il punto è che sono dipendenti regionali ( uno alle infrastrutture e l’altro di Arpab ) i quali senza mai essere chiamati da noi in causa direttamente, o men che meno citati, ci regalano il loro disprezzo pubblicamente. Grazie per il servizio resoci, del resto ci avete ulteriormente legittimato, ammesso che ce ne fosso bisogno. Dare fastidio ai paggi del sistema è per noi una medaglia, quindi aspettiamo le prossime pubbliche offese alle quali risponderemo sempre con i fatti e con la solita proposta di un pubblico confronto che chissà perchè non arriva mai.

Vi alleghiamo un paio di foto, ove gli autori dei post, negli ultimi mesi, hanno palesato il loro disprezzo per noi. Il punto è che sono dipendenti regionali ( uno alle infrastrutture e l’altro di Arpab ) i quali senza mai essere chiamati da noi in causa direttamente, o men che meno citati, ci regalano…

via I dipendenti regionali che pubblicamente ci boicottano — Punto eBasta

http://analizebasilicata.altervista.org/blog/i-dipendenti-regionali-che-pubblicamente-ci-boicottano/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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