Reddito minimo, regna il caos. E i sindacati incalzano la Regione

 

REGIONE-BASILICATA1
10 Mag 2017

Scritto da redazione

POTENZA – Ancora un nulla di fatto per il reddito minimo. Al termine di un incontro tenutosi lunedì sera nella sala Verrastro del palazzo della giunta regionale, e convocato proprio per discutere dell’attivazione della misura antipovertà, il governatore Marcello Pittella ha infatti affermato che è ancora «necessario fare una valutazione tecnica, numerica ed economica con gli uffici».

«Successivamente – ha aggiunto – mi riservo un ulteriore approfondimento per un’analisi politica che dovrà interessare la maggioranza che mi sostiene: ritengo, quindi, che ci voglia un aggiornamento da qui a qualche giorno, anche per via di un cambiamento di programma che si preannuncia sostanziale». Alla riunione – di natura interlocutoria ed alla presenza di una rappresentanza di lavoratori – hanno partecipato, tra gli altri, il direttore generale della Presidenza della giunta regionale, Vito Marsico, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli, ed un’ampia delegazione di Cgil, Cisl e Uil, capeggiata dai segretari regionali Angelo Summa, Nino Falotico, Carmine Vaccaro.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/primo-piano-news/cronaca/11687-reddito-minimo,-regna-il-caos-e-i-sindacati-incalzano-la-regione.html

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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