Basilicata vettore di un Sud resiliente

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Il governatore ad #OrizzonteSud del Corriere del Mezzogiorno

Redazione ANSAPOTENZA10 maggio 201715:51NEWS

(ANSA) – POTENZA, 10 MAG – La Basilicata è una “regione resiliente capace di recuperare centralità nel panorama nazionale ed internazionale, attraverso un processo di rigenerazione, di cui Matera capitale europea della cultura 2019 rappresenta l’emblema più significativo”. E’ la “fotografia” scattata dal presidente della Regione, Marcello Pittella, ieri, al teatro Stabile di Potenza, durante l’incontro sul tema “La cultura del domani” organizzato per presentare #OrizzonteSud, iniziativa del Corriere del Mezzogiorno.
“Negli ultimi tre anni e mezzo la Basilicata – ha continuato Pittella – da fanalino di coda è diventata vettore di un Mezzogiorno resiliente ed i numeri testimoniano la ‘risalita’ lucana: oltre al Pil aumentato nel 2015 del 5,5%, la percentuale di povertà è scesa significativamente al pari dell’indice di disoccupazione pur in presenza purtroppo di una forte incidenza della disoccupazione giovanile”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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