Tempa Rossa, stipendi in ritardo e aziende sull’orlo del fallimento: cantiere nel caos

total_corleto

11 Mag 2017

Scritto da Mariolina Notargiacomo

POTENZA – Stipendi sempre in ritardo. Per quelli versati quasi sempre non viene conteggiato lo straordinario, nonostante turni di lavoro fino a 10 ore con contratti che ne prevedono un numero inferiore.

Aziende sull’orlo del fallimento – senza contare quelle già uscite di scena – e cambi d’appalto che non assicurano il mantenimento dei livelli occupazionali. Al cantiere Tempa Rossa della Total si rischia il blocco definitivo. Dopo la vertenza dell’estate scorsa, quando i lavoratori lucani si sono visti sostituiti da quelli dell’Est dell’Europa, un’altra si può considerare aperta da tempo. Tant’è che anche i sindacati, trascorso un periodo di distrazione, sono ritornati ad occuparsi della vicenda. A scendere in campo è la Uil, che ieri sera ha incontrato gli operai impegnati nella realizzazione del centro olio della società petrolifera francese.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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