G7: una delegazione nei Sassi di Matera

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Circa 150 persone nella Capitale europea della Cultura 2019

Redazione ANSA MATERA 12 maggio 2017 20:22 NEWS

(ANSA) – MATERA, 12 MAG – Con un treno speciale delle Fal (Ferrovie appulo lucane), dopo circa un’ora di viaggio, una delegazione di 150 persone partecipanti al G7 Finanze di Bari è giunta intorno alle ore 19 a Matera, Capitale europea della Cultura per il 2019.
La delegazione si è diretta nella zona antica della città lucana, per una veloce visita nei rioni Sassi, e poi si sposterà a Palazzo Lanfranchi, dove sono previsti i saluti istituzionali e una cena. Gli ospiti del G7 sono accompagnati dal sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, che anche durante il viaggio in treno ha raccontato le bellezze di Matera, dal presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, e dal presidente della Provincia, Francesco De Giacomo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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