IL MIO PAESE (3)

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

IL MIO PAESE (3)

Dopo un anno ritorno al mio paese

con il cuore e l’animo sospesi…!

Da lontano finalmente lo vedo

lassù sull’altipiano disteso!

Par che dorma il mio caro paesino

al tepore del sole nel mattino!

Finalmente lo rivedo

bianco in cima alla collina!

La valle di verde lo circonda

e di frescura tutto lo inonda!

L’aria è fina e pura intorno.

La corriera per la collina sale

mentre l’ansia sempre più mi assale…!

La fontana nuova è sempre lì ad aspettarmi

con la sua fresca acqua pronta a dissetarmi!

Gioisco nel rivederla

come all’appariri d’ un amico caro!

Ecco le prime case venirmi incontro

ai lati della strada,

come le braccia tese di u na mamma

lì trepida ad aspettare…..!

Banzi, agosto 1996

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

FONTANa NUOVA gerardo renna onda lucana  2017 1.jpeg
BANZI (PZ):  “ LA FONTANA NUOVA”, A NORD DEL PAESE, SULLA PROVINCIALE N. 6
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BANZI (PZ): LA MIA BELLA, AFFACCIATA AL BALCONE, IN VIA CAVOUR, 11.
gerardo renna onda lucana  2017 1 3.jpeg
“CANTI DI BANZI”: UNA RACCOLTA DI MIE  POESIE, ISPIRATEMI DAL MIO CARO PAESELLO!
IL MIO PAESE gerardo renna onda lucana 2017 4.jpeg
1) IL “PORTONE”, NEL CENTRO CITTADINO, OSSIA L’ACCESSO ALL’ANTICA ABBAZIA BENEDETTINA (SEC. VIII D.C. ); 
2) UNA PIA POESIA, INTITOLATA “IL MIO PAESE”; 3)  “MADONNA DI BANZI”, STATUA POLICROMA DEL XIII SEC. D.C. 
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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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