IL MIO PAESE (5)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

IL MIO PAESE (5)

Anche se piccolo, bello è il mio paese!

Bello nelle sue strade, nelle sue case,

nella piazza e nella villa comunale! (*)

Tutto in esso mi è familiare!

Bella la chiesa francescana,

orma di vita semplice e sana!

Intorno

l’antica abbazia bantina,

che grande fu in passato

e possedimenti aveva

persino nel tarantino.

Bella pure la collina

su cui vive e si riposa!

Dall’altipiano in cui si trova

a valle si scende

per strade scoscese e silenziose!

Appena fuori dal paese

belle fontane s’incontrano

di acqua fresca generose!

Dai sentieri odorosi

neri grappoli pendono

di more gustose!

Infine con sollievo si entra

nel bosco ombroso,

in passato maestoso

che, per chi non lo sapesse ancora, era

LA FORESTA BANTINA GRANDIOSA!

Banzi, agosto ’96

(*) villa comunale: qui intesa come giardino comunale

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

Gerardo Renna by Onda Lucana 2017
BANZI. CENTRO CITTADINO: PIAZZA EM. GIANTURCO E CORSO VITT. EM. III (MY PHOTO)
Gerardo Renna by Onda Lucana 2017  1.jpg
BANZI, VILLA (GIARDINO) COMUNALE, CON LA STATUA ALATA DELLA LIBERTA’. (MY PHOTO)
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BANZI. RETRO ABBAZIA E CHIESA PARROCCHIALE, CON IL GIARDINO DEI FRANCESCANI.
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BANZI. “LA FONTA GRANDE”, CON IL CARATTERISTICO COROLLARIO DELLE GROTTE-CANTINE. (MY PHOTO)
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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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