Sversamento Cova, sindaci di Viggiano e Grumento all’attacco. “Incidente grave: non è come dice Descalzi”

 

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17 Mag 2017

Scritto da Daniele Corbo

GRUMENTO NOVA – Un’area interessata dalle prospezioni ambientali pari a 175mila metri quadrati e non a 6mila come trapelato dopo l’incontro al ministero dell’Ambiente a cui hanno partecipato Eni e Regione Basilicata.

94.600 dentro il Centro Olio di Viggiano, 53mila all’esterno del Centro Olio di Viggiano, interessati dalle attività di messa in sicurezza di emergenza, di cui 27mila a valle della Statale 598. Un perimetro in cui sono diversi i sondaggi risultati contaminati. Come quelli nei terreni agricoli sottoposti alle ordinanze cautelative del sindaco di Grumento Nova, Antonio Imperatrice, dove sarebbe stata riscontrata presenza di idrocarburi oltre a sforamenti dei limiti di legge nelle falde per ferro, manganese, nichel e triclorometano.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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