SERA D’ESTATE

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

SERA D’ESTATE

Lento

il sole

muore

all’orizzonte!

Dalla campagna,

stanco,

riede a casa il contadino.

Pensieroso, pesante

per la via deserta muto si trascina!

La fonte è lì, che allegra l’attende!

Sospirando

il suo fardello egli posa lentamente.

Brilla l’onda cristallina

nel grigio della sera!

La calma regna sovrana intorno,

interrotta a tratti

dal gaio rumor dell’acqua!

Si china a ristorar le stanche membra.

Poi, con atto devoto,

riconoscente ringrazia il Signore.

Lo stormir leggero dei pioppi lo fa sussultare…!

S’accorge allora che oscura s’è fatta l’aria.

Con vigore ora il suo cammin riprende.

I grilli fan festa al suo passare

e in coro si mettono a cantare!

Anche la luna è sorta in cielo a fargli compagnia

e, sorridente, gli illumina la via!

(Banzi, luglio 1965)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

Gerardo Renna by Onda Lucana 2017.jpg
BANZI. A NORD, SCENDENDO NELLA VALLE: LA “FONTANA DEI MONACI”

 

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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