PASSEGGIATA SERALE A BANZI

luna_romantica_di_marco_bossini
Immagine tratta da Web 

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

PASSEGGIATA SERALE A BANZI

Dopo cena,

quasi ogni sera, usciamo

per la nostra passeggiata serale.

Dall’inizio di via Cavour,

dove abitiamo,

il nostro percorso iniziamo.

Nei pressi di padre Pio,

via Umberto imbocchiamo

e verso sud ci dirigiamo.

Lungo il cammino

dei paesani incontriamo

e spesso a chiacchierar ci fermiamo.

Poi a camminar riprendiamo,

ma di continuo salutar dobbiamo

conoscenti, amici, familiari e compaesani,

a destra ed a manca,

ché con tutti ci conosciamo!

Alla fine della rotabile

a destra svoltiamo

e via bosco III percorriamo.

Per via Domenico Pannelli transitiamo

e così Banzi 2,

o, meglio, Banzi nuovo raggiungiamo.

Qui ristoro troviamo al caldo che abbiamo!

Una fresca brezza ci accoglie salutare

in questo luogo

del nostro paese più collinare.

E nella pace, che intorno regna sovrana,

a guardar il cielo ci soffermiamo!

E’ stupendo, meraviglioso quello che vediamo:

il cielo, di vivide stelle pieno, che brillano

come tante fiaccole d’argento!

In mezzo a loro

la bianca luna, luminosa posa!

E le fulgide stelle

danzar sembran radiose,

qual candide ancelle

intorno ad una sposa!

Dalla campagna vicina,

di grilli canterini

ci allieta un’allegra sinfonia!

Nella notte silenziosa

dei bagliori scorgiamo

di lucciole luminose,

che dell’infanzia cara

ci fan ricordare…!

Nel nostro camminare

in via Piano di Spino sbuchiamo.

Poi via Garibaldi o via Puglia percorriamo.

Infine nel corso ed in piazza arriviamo,

dove giorno e sera

si raduna il popolo bantino.

Qui, anche senza appuntamento,

puntualmente

sempre ci ritroviamo!!

Banzi, 30 giugno 2010, ore 19,00 (in via Cavour, 11)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

 

 

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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