Alla radice

vignettadautore4_giugno
Si ringrazia  Cecigian per la vignetta.

Tratto da : Onda Lucana by Ivan Larotonda

Alla radice III parte

Da semplice accordo commerciale di libere nazioni, la comunità economica europea si trasforma, in breve tempo, in un nodo scorsoio che si stringe sempre di più intorno al collo dei popoli del vecchio mondo. Questo anche grazie ad altri personaggi che hanno ereditato dagli antichi maestri il compito di devastare la civiltà europea. Tra i migliori esponenti in questa attività s’è mostrato Peter Sutherland, già: “Commissario europeo per la concorrenza, gli affari sociali e l’istruzione”, in seguito “Commissario europeo per la concorrenza e le relazioni con il parlamento europeo”, inoltre “Direttore generale dell’organizzazione mondiale del commercio”. Ha più volte sostenuto: “bisogna affossare l’omogeneità degli stati nazionali”. Forse per questo motivo ha curato lui l’istituzione del “Progetto Erasmus”, il metodo più efficace per annichilire le coscienze nazionali nei giovani europei! Che dire, l’UE “kalergiana” è terribilmente metodica nel devastare; come Proteo muta mille forme, sfugge ad ogni attacco, ma persegue un unico obiettivo, in questo caso: Eliminare gli europei! Il succitato Sutherland ha dichiarato alla camera dei Lord nel 2012: “L’Unione Europea dovrebbe fare del suo meglio per attaccare, indebolire l’omogeneità culturale degli stati nazionali, perché la migrazione è una dinamica cruciale per la crescita economica in alcuni stati membri, per quanto difficile potrebbe essere spiegarlo ai cittadini di quegli stati.”

E ancora: “Costruire giocoforza stati multiculturali… A differenza degli Stati Uniti, dell’Australia e della Nuova Zelanda, che rappresentano società frutto di migrazione e che sono più versatili nell’integrare chi viene da altre realtà, noi coltiviamo ancora un senso di omogeneità e differenza rispetto agli altri. Questo è precisamente ciò che l’Unione Europea, secondo me, dovrebbe distruggere.”

Resta da presentare un ultimo personaggio, come i precedenti terribilmente potente; si tratta dell’eminenza grigia del presidente Macron, il banchiere ebreo Jacques Attali. Costui si vanta di essere stato al vertice della politica francese fin dai tempi di Mitterand, da quando smise di giocare, com’era ovvio, a fare il sessantottino per poi passare all’azione propagando ed eseguendo l’antico progetto consistente nella dissoluzione del mondo tradizionale, nella fattispecie europeo. Ha affermato più volte: “Ogni uomo diventerà un essere senza padre né madre, senza antenati, radici né posterità, un nomade assoluto.”

(Pare essere una fissazione dei nostri fratelli maggiori l’internazionalismo e la cancellazione delle identità, degli altri ovviamente. Lo stesso fecero Marx, Lenin e Trockij, tutti e tre invariabilmente di cultura ebrea che, per la realizzazione del “paradiso comunista” sacrificarono 80 milioni di esseri umani di nazionalità russa! Lo ha confermato anche recentemente Vladimir Putin) Attali ha inoltre spiegato, già nel 1981 in un intervista rilasciata nel libro L’“Avenir de la Vie”, come risolvere il problema dei non produttivi: “L’eutanasia sarà uno degli strumenti essenziali del nostro futuro” aggiungendo: “In una società capitalista, delle macchine, permetteranno di eliminare la vita quando questa sarà insopportabile o economicamente troppo costosa”. Che dire? Il progresso non può trascinare vecchietti in carrozzella, rallenterebbe i cicli di produzione! E poi costano troppo alla sanità: per ognuno di loro si spendono pedane di medicinali al mese! Oltre a queste genialate il signor Attali, come i precedenti, è favorevole all’abbattimento di ogni moralità, che loro chiamano barriere, e si sa quanto tali signori detestino ogni forma di recinzione, sia essa geografica, di proprietà, di talamo! Al proposito Attali spinge anche per l’accettazione del cosiddetto “poliamore”. Ancora uno sforzo e l’UE autorizzerà anche il matrimonio degli umani con cani, gatti e porci, senza offesa per questi ultimi, sia chiaro.

Parodiando Shakespeare mi vien da dire: Questi signori paneuropei sono fatti della stessa materia con cui sono fatti gli incubi. Il guaio per tutti noi è che questi loro sogni, e nostri incubi, sono in via di realizzazione!

Tratto da : Onda Lucana by Ivan Larotonda

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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