Dimissioni? Fin che la barca va lasciala andare

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Ultima modifica Gio, 25/05/2017 – 18:09Nei Paesi dove l’etica pubblica ha ancora un senso, i politici si dimettono per quelle che in Italia e in Basilicata, sarebbero sciocchezze di Redazione Basilicata24 Cronaca Basilicata scontrinopoli Rimborsi non dovuti, consiglieri regionali condannati anche in appello Sono 15 i consiglieri regionali della Basilicata, in carica tra il 2009…

Nei Paesi dove l’etica pubblica ha ancora un senso, i politici si dimettono per quelle che in Italia e in Basilicata, sarebbero sciocchezze

Rhodri Glyn Thomas, esponente del partito nazionalista gallese, ministro della cultura del Galles, nel 2008 si è dimesso perché beccato a fumare un sigaro in un pub dove era vietato fumare. La leader dei socialdemocratici svedesi, Mona Sahlin, nel 1995, si dimise perché due confezioni di cioccolato svizzero apparivano nella lista di acquisti fatti impropriamente dall’allora vicepremier di Stoccolma con la carta di credito riservata alle spese di servizio. Oltre ai dolciumi, la Sahlin aveva comprato pannolini, sigarette e altri prodotti. Il ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, stella nascente della Cdu si è dimesso per avere copiato la sua tesi di dottorato. Nel 2011 Seiji Maehara, ministro degli esteri giapponese, si dimette, reo di aver accettato 500 euro da una vecchietta che si è scoperto poi essere cittadina sudcoreana (la legge lo vieta per evitare interferenze straniere nella politica nazionale). La segretaria di Stato britannica nel 2009 si dimette per aver addebitato ai contribuenti 67 sterline per due film porno presi dal marito. C’è anche chi si è dimesso per aver preso una multa per eccesso di velocità e aver dichiarato che alla guida c’era un’altra persona. Anche in Italia ci sono degli esempi “virtuosi”, rari, molto rari, ma ci sono. E’ il caso dell’ex ministro Lupi, dimessosi perché il figlio aveva accettato in regalo dalla famiglia Perotti un Rolex. Josefa Idem, ex ministro dello sport nel governo Letta, si dimise per quattro anni di Ici non pagata su quella che veniva fatta passare come seconda casa e ristrutturazioni abusive sulla stessa abitazione. E’ il caso dell’ex ministra Guidi, dimessa per presunte illecite interferenze del suo compagno negli affari ministeriali. Qui in Basilicata, al contrario, nonostante la Corte dei Conti ti condanna anche in appello a restituire rimborsi non dovuti, alle dimissioni non ci pensa nessuno. Qui in Basilicata, anche se sei indagato per reati gravi o addirittura rinviato a giudizio, alle dimissione non ci pensa nessuno. L’indignazione dell’opinione pubblica è ai minimi storici. Forse perché è meglio avere un politico con i nostri stessi vizi, che un politico diverso da noi. Preferiamo politici che nelle istituzioni replicano i nostri stessi difetti civici, li sentiamo più vicini, più amici, più “amorevoli”. Vorremmo essere furbi e cinici come loro, e nel nostro piccolo facciamo quello che possiamo: saltare la fila, passare col rosso, evitare le multe, raccomandarsi per un lavoro, mangiare a spese degli altri, leccare culi e paraculi.  Ecco perché se qualcuno chiede le dimissioni di taluni politici lucani, nel migliore dei casi viene ridicolizzato.

Gio, 25/05/2017 – 18:09

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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