Tempa Rossa, rimossi pure i bagni chimici al cantiere. “Trattati come bestie”

 

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24 Mag 2017

Scritto da Mariolina Notargiacomo

 

CORLETO PERTICARA – E’ solo dopo una lunga attesa e a fronte di proteste sempre più clamorose che al cantiere Total è arrivata l’acqua potabile. Non è la prima volta che i lavoratori del sito petrolifero di Tempa Rossa lamentano condizioni igienico sanitarie precarie.

Ma lasciare senza bagni i campi allestiti dalle numerose aziende subappaltatrici della maxi commessa affidata alla Tecnimont per la realizzazione del giacimento della compagnia francese, è davvero troppo. La rimozione, un po’ alla volta, di una quarantina di box chimici pare sia cominciata ad inizio del mese di maggio. Un’ampia area del cantiere risulta oggi sprovvista del servizio, al quale accedevano un centinaio di operai.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

Tratto da:

http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/primo-piano-news/cronaca/11776-tempa-rossa,-rimossi-pure-i-bagni-chimici-al-cantiere-trattati-come-bestie.html

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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