AD ALTA VOCE…!

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

AD ALTA VOCE…!

Al mondo, si sa,

c’e’ chi sta bene e chi sta male.

Quelli che stanno bene sono tanti,

ma quelli che che stanno male

sono tantissimi!

E, perciò,

dovere morale aiutare chi sta male.

Purtroppo, pero’, poche persone

ascolto danno alla voce del cuore…!

Quella voce silenziosa, tanto prodigiosa,

che se ascoltata,

sempre ti porta a compiere buone azioni!

Chi nell’opulenza vive e sguazza,

o, comunque, bene sta,

assolutamente la beneficienza

per solidarietà deve fare.

Ma, contrariamente a quello che si dice,

di farla sottovoce

o, addirittura, in modo silenzioso,

AD ALTA VOCE BISOGNA FARLA

E CON LA MASSIMA RISONANZA!

Affinché con l’esempio,

si possano indurre tanti altri a farla,

che’ quella fatta da un solo donatore

è poca cosa.

E’ solo una goccia

nel mare immenso del bisogno!

Più alta e vasta è la risonanza

e più alto, di sicuro, è il numero

dei potenziali donatori!

Funo di Argelato (Bo), 16 luglio 2012

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

Gerardo Renna by Onda Lucana 2017.jpg
Immagine tratta da Gerardo Renna 
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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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