ALBA

alba.jpg
Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

ALBA

 La notte

ormai

   vanisce!

Le tenebre

percosse e inseguite

rapide si dileguano

e fuggon via!

Il cielo

di chiaro si veste

ai primi raggi del sole

che lento si desta!

Rosseggia l’orizzonte

al bagliore del nuovo fuoco

che presto s’accende!

Ogni cosa

la sua forma riprende

e più bella appare

al sole che gaio compare!

Batuffoli rosa

sembran le nuvole

tinte di rosso

dal sol nascente!

Al tepore del nuovo giorno

ogni essere si sveglia

e la sua vita

pian piano riprende.

Si sveglian gli animali,

si destan gli uomini.

Le foglie degli alberi

si muovon leggere

nella brezza fresca

del mattin sereno.

La vita or risorge frenetica

nella nuova luce

che aggiorna e tutto inonda!

Sbadiglia, sonnolenta ancora,

qualche finestra;

s’apre di già un balcone,

indeciso, ma ansioso,

un uomo mette fuori la testa

a godere la fresca purezza

del mattino e la festa

del nuovo dì!

Gli uccelli comincian a vociare,

il gallo a cantare,

i cani riprendono ad abbaiare!

Solo i grilli,

di luce accecati,

improvvisi smetton di trillare!

E l’uomo, come ogni giorno,

riprende a lavorare, ad amare,

a litigare e, purtroppo,

anche ad ammazzare!!!

Gerardo Renna

Funo di Argelato, Giugno 1988

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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