A GIACOMO LEOPARDI

Viggiano.jpg
Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

A GIACOMO LEOPARDI

(Per l’Italia)

Giacomo, poeta nostro più caro, noi tanto ti amiamo!

Versi di eccelsa bellezza ci hai dato!

Tanto tu hai sofferto

e non solo per i tuoi mali fisici ed esistenziali,

ma anche per la nostra cara Italia.!

La sua umiliante, servile condizione,

in cui, da secoli, penosamente si trascinava,

tanto il core ti faceva lacrimare…!

E, per riscattarla, pronto eri a combattere

e la tua vita per lei dare!

Purtroppo, anche senza combattere,

il terribile morbo a soli 39 anni ti ha spento.

Giacomo, quello che tu tanto desiavi e propugnavi

della nostra cara Italia, si è poi avverato.

Tanti suoi figli generosi,

con animo ardimentoso,

per Lei, coraggiosi, si son battuti!

Così l’agognata libertà

e la sospirata indipendenza ed unità

han conquistato.

Anche se poi, dopo circa 190 anni,

purtroppo, del proprio sacro suolo

nuovamente han permesso l’invasione….!

E questa volta, però, non solo

di uno o due popoli stranieri,

ma, per sommo nostro dispiacere,

di tanti e più

di quanti un calendario ne possa contenere…!!!

Funo di Argelato, 29 genn. 2012, ore 23,05

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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