Pittella, Basilicata non più cenerentola

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Il governatore ad Aliano al Forum aree interne con De Vincenti

Redazione ANSA ALIANO (MATERA) 29 maggio 2017 16:25 NEWS

(ANSA) – ALIANO (MATERA), 29 MAG – La Basilicata “da cenerentola diventa il vettore del Mezzogiorno nel Mediterraneo.

    E prova ad essere esempio di Regione virtuosa, pur tra mille ombre”: lo ha detto oggi ad Aliano (Matera) – dove è cominciato il “Forum Aree interne”, alla presenza del Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti – il presidente della Regione, Marcello Pittella.
“La Basilicata – ha aggiunto – non sta lì con la mano tesa, e prova a dimostrare al governo nazionale e ad altre regioni che per quanto piccola le cose le sa fare bene, con un ruolo di protagonista all’interno di un sistema-Paese, consapevole della strategicità geografica che ricopre, cerniera nel Mezzogiorno d’Italia, ponte nel Mediterraneo per un’Europa che guarda all’Asia e all’Africa”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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