“A PASQUALE PAOLI”

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Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

Quando al mondo venisti,

da lungo tempo la tua patria sotto il genovese dominio era….!

Dalla battaglia della Meloria (*),

quando, sconfitti i Pisani,sulla Corsica, Genova impose il suo potere!

Allora contro l’oppressore il popolo insorse

e d’allora contro Genova sempre si è rivoltato con furore!

Dopo quasi cinque secoli, la strenua lotta ancora nel 1755

nell’isola soggiogata imperversava, quando il Movimento per l’indipendenza

un suo figlio intrepido capitano generale del popolo proclamava!

Genova la Corsica alla Francia passava, (*)

sì che l’oppressione ancora continuava (solo cambiando padrone…!)

Così, nonostante l’opposizione sabauda, britannica e napoletana,

la Francia la Corsica militarmente occupava!

Pasquale Paoli, allora, che già l’esilio per la sua Patria aveva patito,

senza esitare, al commando dei suoi compatrioti, con più acceso furore

contro i nuovi dominatori le armi impugnò allora! (*)

Ma, nonostante il suo coraggio ed il suo valoree di tutti gli insorti,

alla fine furono sconfitti e gli avidi Francesi

della“nostra” Corsica, che geograficamente e storicamente,

da sempre era stata italiana, poterono così appropriarsi!!!

Egli, ancora una volta, in esilio andò e a Londra si rifugiò.

Nel 1790, nella rivoluzione credendo, a Parigi accorse

dove all’Assemblea Costituente fu eletto.

Il grado di tenente generale ricevette

e, come comandante militare, nella sua terra fu mandato.

Ma poi, avendo la Francia adottata la vecchia politica

che i diritti dei popoli calpestava e disconosceva,

la lotta antifrancese egli riprendeva.

Fuori legge messo dalla Convenzione parigina,

per strappare la Corsica ai Francesi, dell’isola contesa

favorì l’occupazione inglese!

Ma, nel 1797, a rioccuparla tornò la Francia

e così egli dovette ancora a Londra riparare!

E qui, profondamente deluso ed amareggiato,

la sua vita ancora in esilio finì,

come la sua derelitta patria, tanto travagliata…!

Funo di Argelato (Bo), 17 dic. 2014, ore 11,39, in via bellini, 4

(*) battaglia della Meloria: del 1284

(*) la Corsica alla Francia passava: nel senso di“cedeva”

(*) le armi impugnò allora: nella battaglia di Pontenovo del 9 maggio 1769

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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