AGNELLO DI DIO….!

AGNELLO DI DIO….!

maxresdefault.jpg
Immagine tratta da Web.

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

Quante volte, durante la messa,

questa frase abbiam udito:

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo…”

Ma, se Gesù Cristo,

per redimere l’Umanità, s’è dovuto immolare,

soffrendo e morendo atrocemente sulla croce,

perché, tu, uomo,

per il tuo piacere culinario, tanti bei, teneri

e poveri agnellini

ed altri animali vuoi sempre mangiare!?!

Cristiano,

uno dei comandamenti di Dio ti dice:

NON AMMAZZARE”,

perché, allora,

ammazzare tanti poveri, innocenti animali….!?!

Uomo, anche tu non diventare un carnivoro animale,,

ammazzando e mangiando gli animali!!!

Un cuore ed una mente anche tu ce l’hai!

Per nutrirti van bene tanti vegetali

ed anche i prodotti degli animali

(latte, formaggio, uova ed altro).

Lascia stare, perciò, gli animali,

e ancor più i poveri agnellini,

che, come i bambini, mai ti farebbero del male!

(Funo di Argelato, 26 dic.2012, ore 21,41) 

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

Annunci

Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...