Salerno-Potenza:”La tratta del kaos”.

Tutte le foto sono prodotte da repertorio di Onda Lucana by Antonio Morena.

-Foto 1 biglietto di viaggio,

-Foto 2\3 stazione di Picerno.

Tratto da :Onda Lucana by Antonio Morena

La tempesta perfetta degli eventi segna in modo indelebile nella mia testa il calvario subito,che la tratta ferroviaria  Salerno-Potenza deve essere sottoposta ad una vera e propria benedizione  esorcizzante.

Ho pensato che per ragioni urgenti di viaggiare con il treno mezzo comodo ,rapido e veloce ma non per noi Lucani “forse condannati” ,da qualche Dio supremo per colpe antiche mai capite.Sarà una passeggiata per circa 159 km di strada ferrata vado e vengo in un battibaleno!! Mah………invece gatto ci cova e il diavoletto anche questa volta ci mette il dispetto. Il primo problema nasce con l’attesa snervante nei pressi della stazione di Battipaglia ,circa una decina di minuti più o meno di sosta senza che qualcuno ci spieghi il motivo.Il Regionale 12335 delle ore 13,57  parte da Salerno  verso Potenza Inferiore con l’arrivo nella stazione alle circa 15,40 ,per un tratta di circa un’ora e quaranta minuti di viaggio programmato.

Ma proseguiamo la cronaca dei fatti avvenuti durante il viaggio; dopo circa i primi dieci minuti trascorsi fermi,il treno entra nella stazione di Battipaglia per le dovute procedure chi sale,chi scende tutto nella norma ,quando all’improvviso non si parte più per un black out di ignota provenienza che manda in tilt nel totale kaos la circolazione generale dei treni,impedendo la ripartenza secondo l’itinerario stabilito del nostro treno.I primi venti minuti passano tra il dire e il fare ,ma il tempo inesorabile non si ferma nella sua implacabile condanna …..tutti restano immobili …..sfiancati dal caldo e dalla stanchevole situazione creatasi.

Dopo circa un’ora ormai tutti i passeggeri disperati,vuoi per mancate coincidenze varie su Potenza Inferiore, o per ragioni di  lavoro,appuntamenti diversificati,ecc.. Fatto sta si consumavano ab monde imprecazioni….verso tutto e tutti.

L’Odissea si completava e continuava tra mille disappunti, certo che i disagi si presentano puntualmente e  costantemente nei momenti di maggior picco negli spostamenti legati alle festività di ogni genere tra ponti e non. Ma all’improvviso spunta come un fulmine a ciel sereno,il Capo Stazione della FS di Battipaglia,nella prima carrozza ove io ed altre persone eravamo posizionati …….si presenta e annuncia ai suoi colleghi con voce grossa di procedere nel senso inverso ,cioè,di cambiare binario, per poter ripartire.

Speranzosi tutti, nella soluzione trovata,fiduciosi,contenti seguiamo le manovre che implicano una procedura di cambio da eseguire per consentire la velocizzazione e la continuazione verso l’itinerario preposto del treno con numero 12335.

Tutti  felici ,hurrà……….arriveremo in “tempi brevi”, yea…..intanto l’orologio scorre e le lancette corrono più veloci del treno stesso fermo ancora al binario due ,alle ore 15,20 ripartiamo dalla FS di Battipaglia.

Si procede verso Potenza,arrivati a Picerno, finalmente sembra tutto essere tornato alla normalità siamo alle porte del capoluogo lucano,ma dopo circa 400 metri in salita il treno si riferma ronfando dai motori suoni goffi e ronzanti che incutono paura e timori nei nostri cuori già duramente provati.

Tutti ci guardiamo ansiosi, perplessi e timorosi …….qualche coraggioso dal profondo delle carrozze dello sventurato treno si avvicina chiedendo spiegazioni al controllore di turno il motivo o i motivi di questa nuova fermata insolita nelle campagne splendide del comune di Picerno; il Capotreno con lo sguardo basso e poi gli occhi al cielo spiega che uno dei motori non funziona più ,per cui il treno non avendo potenza non riesce a scalare la insidiosa pendenza presente lungo la tratta …….panico e insurrezione con improperi volti a 390°verso tutto e ri-tutto ….insomma per semplificare nun cià putim mai fa.

Dopo circa venti minuti,la decisione di ritornare indietro sfruttando la discesa che ci ri-porta verso la stessa stazione di Picerno ,dalla quale eravamo partiti con impavido ardore, per poi procedere nella direzione opposta di Potenza aspettando il treno successivo proveniente da Salerno. Le lancette inesorabili scorrono e l’orario avanza circa le 17,40 si parte da Picerno  per poi proseguire e terminare questa bella avventura nel terminal station di Potenza Inferiore arrivati alle ore 17,59. Liberi e depressi ci raccontiamo i fatti vissuti e tra il fare e il dire si viene a conoscere una ulteriore info che ci lascia attoniti,per coloro che devono proseguire sulla tratta Potenza-Melfi …………  ci sono ritardi per lavori di manutenzione ,per cui si procede con Bus-sostitutivi, ulteriore aggravio di tempo speso per il Kaos già vissuto da parte di tutti .

Io ,intanto avendo avvisato gli amici mi sono premunito di un buon passaggio sicuro per  far ritorno a casa non vorrei neanche pensare la stanchezza di chi ha dovuto continuare per necessità il viaggio……..sempre più convinto che NUN CIA’ PUTIM MAI FA.

Spero di non incontrare piu´il diavoletto dispetto per almeno una decina di anni ,ma parlando con un caro amico al telefonino in auto mi ricorda che sulla Basentana la quale  stiamo percorrendo in  direzione Rionero in Vulture ci sono problemi di circolazione causa lavori straordinari di ampliamento.

Arrivato a casa alle ore 19,05 circa,fate voi il conto del tempo smarrito ,io non ho piu´le forze ……..

Basta Lucania mia non ti sopporto piu´!!

Tratto da :Onda Lucana by Antonio Morena

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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