I dialoghi tra ArpaBasilicata ed APPA di Bolzano per sminuire la situazione del Pertusillo

La riforma del governo Renzi sulle arpa, votata lo scorso anno è una porcata, e presto ce ne occuperemo, con un lungo articolo che entrerà nei dettagli della riforma dei presunti monitoraggi ambientali in Italia. Monitoraggi che in molti casi hanno consolidato o sminuito i problemi ambientali, rafforzando le eco-mafie come egregiamente scritto anni fa dal Prof. Marfella. La vicenda di seguito narrata ne è una prova.

Proprio sul Pertusillo una parte di questo marciume è venuto a galla, e ricostruiamo tutto dall’inizio. Durante l’ultima fioritura algale nel Pertusillo sorge il problema, per noi di Cova Contro, di trovare una struttura che ricerchi e referti la presenza di alghe nei campioni d’acqua, e bisognava farlo velocemente per non compromettere il campione. Alla fine troviamo due strutture: una a Roma che ci rilascia un parere ufficioso ma gratuito con foto al microscopio allegate, l’altra a Bolzano, l’APPA, alla quale mi rivolgo nascondendo l’origine vera del campione consegnato.

Quando dall’APPA di Bolzano mi chiamano per consegnarmi  il referto, quindi ad analisi concluse, si “accorgono” che il campione ricevuto non era “locale” e da lì ovviamente a risultato positivo ottenuto ( il referto attestava ulteriormente un’abbondantissima fioritura ) vuoto il sacco per rispetto, perchè nessuna legge mi obbligava, e mentre lo faccio prendo i miei “accorgimenti tecnici”. La responsabile di Bolzano è onesta anch’ella, disponibile, professionale e soprattutto umana, così spontanea da dire cose e pareri personali, molto gravi ma ovviamente al di fuori del referto, pareri di cui io mi premuro, per dovere di verità, di conservare traccia in vista di eventuali ipotesi di reato. Però parte di questi pareri non refertati li riporto in maniera anonima nel nostro comunicato, avendone conservato traccia, riprendendo due frasi che simboleggiano l’incredulità mostratami a Bolzano sulla destinazione potabile del campione proveniente dal Pertusillo. A Bolzano erano scettici, increduli circa la destinazione all’uso umano di quell’acqua, e mi parlano comunque di bassa qualità delle acque prevenienti dal Pertusillo e mi consigliano contestualmente di contattare i NAS, e che una situazione analoga non si sarebbe mai presentata in provincia di Bolzano. Soddisfatto dello sforzo, visto che l’APPA di Bolzano ha evaso un referto più pesante e completo di quello delll’ArpaBasilicata, pensavo fino a poco tempo fa di avvalermi di nuovo di loro in futuro, invece poco dopo il comunicato di Iannicelli, direttore ArpaBasilicata, partono cose strane anche sul versante alpino.

Spartifave – Grumento – Pertusillo

Dopo il nostro comunicato il direttore dell’Arpab, Iannicelli, esce con un comunicato di smentita e critica al nostro lavoro ( comunicato al quale abbiamo replicato per iscritto ma censuratoci sia dall’Arpab che dal portale della Regione Basilicata ) riportando quello che già noi avevamo scritto nel nostro comunicato, ossia secondo Iannicelli la nostra analisi non era attendibile nonostante fosse stata svolta dall’Appa di Bolzano, e che a screditare l’esito fosse stato il cattivo stato del campione, cattivo stato il cui esito positivo è stato dopo confermato anche dalle analisi di Arpab stessa, anzi il nostro “cattivo” campione aveva 10 milioni di cellule litro, invece l’Arpab ne ha trovate max 7,8 milioni/litro, alla facce del cattivo!

A questo punto, tra censure e screditamenti, decidiamo di interrogare l’Appa di Bolzano sul carteggio scambiato con l’Arpab e purtroppo tutto diventa ancora meno cristallino. Dopo i primi scarica barili e la rettifica di quanto invece detto il giorno della consegna del referto sul Pertusillo ( la dipendente dell’Appa di Bolzano infatti si rimangia quanto detto su NAS e categoria/qualità delle acque del Pertusillo – ndr ) interrogo direttamente il direttore dell’Appa Bolzano, Flavio Ruffini, il quale ha parlato del campione commissionato da privati cittadini, noi di Cova Contro, col collega dell’Arpab, violando un vincolo di fiducia che dovrebbe esistere tra committente, noi di Cova Contro, e laboratorio affidatario, l’Appa di Bolzano, rapporto che nel settore privato è strettamente vincolato dal segreto: provate a chiedere ad un laboratorio privato di rilasciarvi parere ed info su un rapporto commissionato da altri e capirete di cosa parlo.

campione 24 febbraio – contrada Spartifava, Pertusillo

Dopo un acceso scambio telefonico e via mail, il direttore Ruffini, che voleva chiudere la vicenda con uno scarica barile inconcludente, mi manda dopo mia ennesima richiesta, la lettera ricevuta da Iannicelli il 15 marzo, il giorno primo del comunicato Arpab, ove Iannicelli chiede al collega bolzanino, di smentire le nostre parole, a nostra volta riprese prove alla mano da ciò che fuori referto ci aveva detto la dipendente dell’Appa Bolzano, la quale nel frattempo si era rimangiata le parole iniziali ma che noi conserviamo, e nonostante il passo indietro anche l’altro laboratorio, quello romano, giudicava le acque del Pertusillo meso- o eutro-fiche, comunque di pessima qualità.

L’Arpab chiede all’APPA una smentita il 15, l’APPA ci dice telefonicamente di non averla data per iscritto ma telefonicamente, dicendo che il campione era in pessime condizioni ( ma ciò non ha invalidato il referto, anzi il risultato è più positivo di quello dell’Arpab ) e che l’impiegata APPA non aveva mai proferito quei pareri su NAS e qualità delle acque del Pertusillo. Visto che Arpab Basilicata non risponde alle nostre richieste mezzo pec ed evita il pubblico confronto con noi, e visto che l’APPA di Bolzano ci ha rilasciato la sola lettera allegata, rimane da spiegare:

  • come l’Appa di Bolzano abbia mandato a Iannicelli dell’Arpab la “smentita” al nostro comunicato come richiesta nella lettera allegata;
  • come poteva l’Appa smentire un suo referto o le dichiarazioni rilasciate in un colloquio privato da una sua dipendente;
  • come mai l’Arpab scrive nel suo comunicato di una nota ricevuta dall’Appa di Bolzano ed invece quest’ultima dice di non aver inviato note, infatti a noi Ruffini ci ha girato la sola lettera Arpab;
  • quale sarebbe il problema di occultare la provenienza del campione, a tutela ulteriore dell’imparzialità delle indagini, infatti in tal senso è prerogativa e facoltà del cittadino non dire l’origine del campione, cosa che invece in Appa Bolzano mi è stata ripetutamente ed insistentemente chiesta contro ogni protocollo o prerogativa;
  • il campione anche se in cattivo stato ( come già scritto da noi nel comunicato ) è stato comunque analizzabile ed accettato, ed anche a ragion veduta visti i risultati positivi, quindi cosa c’è da sminuire o smentire;
  • se noi avessimo registrazioni audio delle “parole rimangiate dalla dipendente Appa sulla qualità dell’acqua del Pertusillo” e le depositassimo presso l’Autorità Giudiziaria, allora chi dovrebbe muoversi nel rettificare, ammettere o smentire?
foto al microscopio del campione del Pertusillo – Roma febbraio 2017

Noi la registrazione audio la useremo se non altro per difendere la credibilità del nostro scritto e la nostra immagine, tra l’altro ampiamente confermata e legittimata oltre un mese dopo dalle analisi della stessa Arpab, e a questo punto parte l’effetto domino: a questo serve la “rete” delle Arpa/Appa, a coprire le proprie magagne a vicenda? Un cittadino è libero di tutelare con l’anonimato la provenienza del campione e di spedirlo all’Arpa-Appa che vuole o no? Sta poi a queste ultime accettare o meno il campione, sulla base del proprio carico di lavoro o regolamento interno, infatti noi non abbiamo obbligato nessuno, e nel referto di accettazione, l’origine del campione infatti non è riportata. In base a quale legge l’Appa di Bolzano ha insistentemente chiesto l’origine del campione? Il cittadino pur di tutelare l’anonimato del campione può mentire sull’origine del medesimo se sottoposto a domande indebite?

Purtroppo la rete delle arpa non funziona perchè non sono possibili i controlli incrociati: perchè un lucano non può rivolgersi, dietro pagamento, ad aziende di altre regioni? Perchè questa dinamica non è regolamentata in maniera omogenea? Perchè le arpa fanno le prove interlaboratorio tra loro ma i cittadini di diverse regioni non possono rivolgersi a turno, in maniera anonima, ad arpa diverse?

Adesso noi su questa storia andiamo fino in fondo, perchè è raccapricciante quanto successo: due arpa unite in maniera non trasparente, si sono fatte sponda nello sminuire il lavoro di un’associazione di cittadini, lavoro i cui esiti per altro sono stati confermati dopo dalle arpa stesse, quindi abbiamo nascosto l’origine del campione per fornire all’opinione pubblica un dato di rilevanza pubblica e sanitaria certamente esente da influenze esterne di sorta. Non pubblichiamo gli audio in nostro possesso, perchè potrebbero essere strumento d’indagine, ma care Arpa/Appa spero che da questa storia traiate le dovute conclusioni, noi intanto oltre che all’A.G. ci rivolgeremo all’Assoarpa, ente di categoria del quale non abbiamo ancora compreso l’utilità sociale, al fine di promuovere la redazione di un vademecum che tuteli l’anonimato e la libertà di analisi nel territorio italiano, esattamente come per i malati, anche un campione ambientale di provenienza privata deve essere depositabile dietro pagamento presso le arpa-appa di regioni altre rispetto all’origine del campione medesimo; un sistema di audit civico, dal basso, incrociato e trasparente.

Pertusillo – gennaio 2017 – Masseria Crisci

In Italia i monitoraggi ambientali non funzionano, anzi diventano cartello contro i cittadini attivi, ma i cittadini a questo giro sono particolarmente attivi ed informati e su questa storia andremo fino in fondo, anzi se i direttori delle Appa-Arpa citati nella vicenda volessero, siamo disposti anche ad un chiarimento diretto od una rettifica pubblica, il tutto per prevenire eventuali vie giudiziarie. Qui qualcuno ha fatto o detto falsità per nulla, ma è rimasto comunque col cero in mano in una vicenda che interessa lo stato di qualità di acque potabili che servono milioni di persone. Iannicelli ha scritto il falso: perchè gli è stato riferito? Come facevano a Bolzano a dirmi di rivolgermi all’Arpab se avevo detto al momento del ritiro del referto che non mi fidavo dell’Arpab? Quindi chi ha combinato tutto questo quadro falso? Il direttore Ruffini tra l’altro ha detto telefonicamente che non sapeva neanche di essere stato citato in un comunicato dell’Arpab, quindi cosa non ha funzionato nella filiera dell’insabbiamento tarocco?

E col tempo magari i nostri eroi si accorgeranno pure degli idrocarburi nel Pertusillo, arrivati dappertutto, ma stranamente secondo Arpab non nell’invaso a 2,3 km di distanza a valle dal COVA…

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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