Aruba apre a Bergamo il più grande data center d’Italia

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Aruba annuncia l’apertura di una prima parte del più grande data center campus d’Italia, a Ponte San Pietro (Bergamo), la cui inaugurazione ufficiale avverrà il prossimo 5 ottobre. Global Cloud Data Center, questo il nome, misura oltre 200mila metri quadri di superficie, sarà operativo già dall’estate ed è stato concepito per andare incontro alle esigenze di collocazione e di gestione d’infrastrutture It delle aziende italiane,straniere e della pubblica amministrazione e per rappresentare uno dei principali hub del cloud.

“La collocazione strategica nel nord Italia alle porte della città di Milano, l’impiego del massimo della tecnologia, gli alti livelli di efficienza energetica nel totale rispetto dell’ambiente e gli avanzati sistemi di sicurezza – si legge nella nota di Aruba – rendono il data center l’infrastruttura ideale in grado di ospitare qualsiasi sistema informatico”.

“Creando il nostro terzo data center in Italia – ha commentato Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba – abbiamo risposto sia all’esigenza dei nostri clienti enterprise, che ci chiedevano una struttura nel nord Italia che fosse grande tanto da dare spazio alla loro crescita futura, sia alla nostra esigenza di crescita in ambito cloud che ha assunto dimensioni molto importanti. Abbiamo concepito Global Cloud Data Center – ha continuato Cecconi – con l’obiettivo di non avere limiti di spazio e di risorse e abbiamo voluto realizzarlo completamente ecosostenibile, pensando all’ambiente ma anche alla convenienza di limitare i consumi, elevando gli standard di affidabilità e sicurezza in modo da eccedere i massimi livelli di certificazione in ambito data center”, ha concluso l’ad.

http://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2017/06/06/aruba-apre-bergamo-piu-grande-data-center-italia_Eou3zvTExJFjvG8TmFwjDI.html

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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