KM 12, il musical dedicato alla RCA italiana

Km 12

Manca sempre meno al grande musical “Km 12 Primo movimento – Una fabbrica occupata fra le nuvole“, dedicato alla storia della RCA, la storica casa discografica che dagli anni 50 alla fine degli anni 80, ha dominato tutte le classifiche italiane. Lo spettacolo “KM12” andrà in scena al teatro “Altro Spazio” di Roma dal 7 giugno (oggi). Uno show musicale da non perdere e che visto la grande richiesta (prime date sold out, quelle del 7, 8 e 9 giugno ), sono state aggiunte nuove repliche fino al 14 giugno.

L’opera teatrale, nasce dall’idea di Gianfranco Vergoni e sarà interpretata da Greta Arditi, Sofia Doria, Linda La Marca, Matteo Mammucari, Daniele Nardone, Ilaria Serantoni, Vanna Tino e Andrea Vinaccia.
La regia sarà affidata ad Emiliano Raya, che vanta un nutrito curriculum di collaborazioni eccellenti da Franco Zeffirelli  a Piera Degli Esposti e Dacia Maraini.

La produzione dello spettacolo è a cura di Altro Spazio e Centro Alta Formazione Teatro. La direzione musicale sarà affidata a Dino Scuderi, quella vocale a Brunella Platania, le coreografie ad Azzurra Tassa e la supervisione artistica a Chiara Noschese. Gli arrangiamenti dei pezzi e i suoni dello spettacolo saranno realizzati dal maestro Giacomo Del Colle Lauri Volpi che nel suo curriculum vanta delle collaborazioni con grandi artisti tra i quali Björk.

Locandina Km 12.jpg

In questo testo l’autore ha ambientato la storia nel futuro, immaginando un gruppo di giovani operai e di ricercatori disillusi, senza ambizioni, relegati ad una normalità alienante e virtuale, che ricevono il compito di rilevare ed eventualmente cancellare la memoria storica di una casa discografica, situata al km 12 della Via Tiburtina.
I ricercatori con l’aiuto di programmi e dispositivi si aggirano nello spazio descrivendolo e scovandone le risonanze. Quando ne identificano una importante attivano gli ologrammi, e il passato si materializza sotto i loro occhi. Attraverso le apparizioni e le immedesimazioni ricostruiscono la storia del luogo, mentre i nodi delle loro personalità verranno portati alla ribalta ed esaminati e rivissuti, al suono dei classici immortali prodotti dalla RCA Italiana, tra i quali: “Ragazzo triste”, “In ginocchio da te”, “Il mondo”, “Cuore matto”, “Il ballo del mattone”, “Rimmel”, “Quando finisce un amore”, “Un’emozione da poco”. I ricercatori non troveranno niente che possa ricondurre a risorse economiche spendibili nel futuro: la musica che ha segnato un’epoca, la cultura, l’arte, non saranno più considerate forme di guadagno e i superiori daranno immediatamente l’ordine di cancellare i ricordi e abbattere le mura per predisporre lo spazio ad un’altra destinazione d’uso”.

La RCA Italiana, fondata agli inizi degli anni cinquanta, fu voluta da Papa Pio XII che chiese al magnate americano Frank M. Folsom di costruire una fabbrica proprio nelle vicinanze del quartiere di San Lorenzo, memore dei bombardamenti americani del 19 luglio 1943. Per la RCA la sfida più grande è quella di produrre musica in lingua italiana.

La fabbrica della Rca in costruzione a Roma negli anni cinquanta

Negli avveniristici studi al chilometro 12 di Via Tiburtina hanno inciso i migliori artisti italiani e internazionali. Grazie alla visione di MelisLilli GrecoFranco Migliacci, Vincenzo Micocci e tanti altri operatori del settore, sono state plasmate nuove generazioni di cantanti che in quarantanni hanno venduto milioni di dischi, imponendosi nell’immaginario collettivo del nostro paese: Nilla Pizzi, Domenico Modugno, Gianni Meccia, Nico Fidenco, Jimmy Fontana, Edoardo Vianello, Gianni Morandi, Rita Pavone, Riccardo Cocciante, Gino Paoli, Piero Ciampi, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Patty Pravo, Paolo Conte, Lucio Dalla, Renato Zero, Mia Martini, Gabriella Ferri, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Renzo Zenobi, Rino Gaetano, Anna Oxa, Amedeo Minghi e tanti altri. Tutti, o quasi, diretti da due giovani direttori d’orchestra che provenivano dalla musica classica: Ennio MorriconeLuis Bacalov.

Ancora oggi la qualità di quelle incisioni dimostra l’assoluta efficacia di quel sistema produttivo, che metteva al primo posto la comunicazione tra l’azienda e l’artista. Un punto di incontro tra musicisti di diverse provenienze, un crocevia di idee che hanno raccontato la storia del nostro paese e che con la storia si sono spesso incrociate e confrontate.

Laddove un tempo c’era la fabbrica magica della musica italiana, oggi resta un semplice magazzino, dove non si conserva neanche il lontano ricordo di quel tempo e di quella fucina di artisti simbolo degli anni d’oro della discografia italiana.

https://mzknews.com/2017/06/07/km-12-il-musical-dedicato-alla-rca-italiana/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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