AL PIROMANE

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Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

AL PIROMANE

Tu che per interesse o per diletto o per rabbia,

fuochi accendi qua e là,

ti sei mai chiesto quanta vita distruggi

col tuo folle gesto….?!?

Quanto male fai alla Natura,

agli animali 

e agli stessi umani…?!? (te compreso?!?).

In poche ore

il fuoco distruttore intere foreste brucia

con tutti i suoi abitatori!

Tutt’intorno lasciando 

morte e distruzione, squallore e desolazione!

L’odore acre del bruciato per l’aria s’espande ,

la sua distruzione al mondo annunciando!

Gli alberi dalle verdi folte chiome

al ciel ora tendon imploranti…

 i loro scheletri lacrimanti!

E di quella che all’inizio fu per te una bravata

o una rabbiosa sfogata, 

non resta nella sera

che un mare di cenere nera!

 Un mare nero

in cui,

disfatta,

 affonda

 la vita del creato!

Funo di Argelato, luglio 1998

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

 

 

 

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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