e-commerce e IoT cambiano il lavoro e pmi scalano fatturato

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I http://www.workers presentano i nuovi 12 trend alla Camera,

Quando il digitale contamina il lavoro anche le piccole imprese italiane scalano il fatturato. Le parole chiave sono internet e innovazione coniugate con l’e-commerce o l’IoT. Ed è così che a L’Aquila, dopo il terribile terremoto del 2009, grazie al commercio on line Maria Fidanza è riuscita a rialzarsi, far ripartire e addirittura crescere l’azienda di famiglia ed oggi vendono in tutta Europa, Asia, Australia e Singapore. Ed il suo non è un caso isolato. A San Floro, in provincia di Catanzaro, grazie alla rete Stefano Caccavari ha raccolto in novanta giorni oltre mezzo milione di euro, riuscendo ad riaprire il vecchio mulino in pietra naturale del paese ed a dare nuova vita ai grani antichi della propria terra.

Digital manifacturing, e-commerce, internet of things, millennials e silver, green, ricerca e brevetti, visori immersivi, coworking e reti, piattaforme crowd e sharing economy, big data, nuove forme di pagamento, industria 4.0: sono i 12 nuovi trend del lavoro spiegati con le storie di successo delle piccole e medie aziende italiane e degli artigiani digitalizzati che già oggi ne fanno impresa.

A raccontarli, per il terzo anno consecutivo, è la job community italiana dei wwworkers che oggi è tornata a riunirsi alla Camera dei Deputati per mettere al centro dell’agenda politica l’occupazione e analizzare i ‘Worktrends: la via italiana al futuro del lavoro’. Nella Sala della Regina a Montecitorio si è aperto così il confronto con politici, esperti, organi di rappresentanza, big player dell’hi-tech e il barcamp con le storie dei tanti wwworkers che ogni giorno raccontano un futuro del lavoro già presente.

Il Wwworkers Camp è promosso dalla job community wwworkers.it insieme all’Intergruppo Parlamentare Innovazione, con il sostegno di eBay e Facebook, la media partnership di Rainews24, la technical partnership di MailUp e il patrocinio di Adapt e dei Giovani delle organizzazioni di categoria Cna, Coldiretti e Confartigianato.

Si stanno aprendo “nuovi scenari e possibilità generati da un mondo del lavoro che sta cambiando pelle, contaminandosi con il digitale, e accelerando evoluzioni grazie alle nuove tecnologie. Così i ‘global microbrand’ si ritrovano a concorrere nello stesso agone digitale delle grandi multinazionali” sottolinea la job community italiana dei wwworkers.

E’ così che a Rieti è nato il pomodoro intelligente coltivato nella serra idroponica tutta computerizzata, mentre nelle Marche cinque ex compagni di università hanno dato vita al primo estintore connesso al mondo. Intanto a Ferrara un team di sarti restauratori in salsa digitale ha riportato in vita, grazie alla realtà virtuale e alla stampa 3D, il soffitto del tempio di Bel di Palmira.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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