Fca Melfi, torna lo spettro cassa integrazione: calo delle vendite di Renegade e 500X

 

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08 Giu 2017

Scritto da redazione

MELFI – Sarà l’effetto Trump o un calo fisiologico delle vendite ma a distanza di qualche mese dall’ultimo stop, tra il 29 giugno ed il 2 luglio l’impianto di produzione di Fca di Melfi sospenderà le attività con il ritorno della cassa integrazione per gli oltre 6mila lavoratori, tra operai e impiegati.

Lo stop riguarda 11 turni di lavoro ed è legato al rallentamento delle vendite di Jeep Renegade e Fiat 500X oltre che del terzo modello prodotto nello stabilimento lucano, la Fiat Punto. Da notare, inoltre, che in calendario ci sono altri due giorni di cassa integrazione per 1400 dipendenti impegnati nella produzione della Fiat Punto.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/primo-piano-news/cronaca/11865-fca-melfi,-torna-lo-spettro-cassa-integrazione-calo-delle-vendite-di-renegade-e-500x.html

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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