PIOGGIA D’ESTATE

 

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Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

PIOGGIA D’ESTATE

Il cielo, dapprima sereno,

ad un tratto s’è fatto grigio e nero!

Nuvole, nuvolotti e nuvoloni,

in balìa del vento, son sballottati senza tregua,

come del mare le onde e i cavalloni!

Il brontolìo lontano del tuono annuncia nell’aria

l’approssimarsi del temporale.

Portate dal vento,  ecco le prime gocce.

Infine, benefica e fresca, vien giù la pioggia!

Sulla terra riarsa, sulle menti stanche

finalmente piove!

La pioggia cade scrosciante con gaio ritmo sonante!

Tutto inonda, tutto lava che più lucente e bello appare!

Le foglie più verdi, i tetti più rossi

e più bianche le strade nell’aria che piano si schiara!

Acqua acqua dappertutto:

in breve si forma una bella laguna!

Spettacol stupendo della brava Natura!

Vorticosi ruscelletti corron a formare graziosi laghetti!

I bimbi, alle finestre a guardar intenti,

già pensan ivi di portare le loro barchette!

Ai balconi, i fiori, che la testa,

per l’arsura, avevan giù, vispi e belli si fan ora!

Spiove! Il cielo s’allarga!

Di nuovo appare il sole

e la vita riprende con rinnovato vigore!

(Funo di Argelato, Giugno 1988)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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