AL DONATORE DI SANGUE

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Immagine tratta da Web.

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

AL DONATORE DI SANGUE

Per spirito di bene e di solidarietà

o per lodevole compassione

una nobile decisione

un giorno hai preso con baldanza

e senza alcuna titubanza…!

Deciso e di buon ‘ora il mattino dopo ti sei alzato

e di corsa e a digiuno a prendere la corriera

veloce ti sei recato!

Dalla corriera poi sei sceso

ed un autobus, veloce, hai preso!

Un tratto di strada a piedi anche hai fatto

e così al Centro Trasfusionale alfin sei arrivato.

Varie visite hai dovuto sopportare,

prima di sentirti abilitare.

Ma poi: che gioia! Poter fare la tua prima

DONAZIONE

Anche se un ragazzo sei ancora

un uomo ti senti di grande cuore!

Un piccolo uomo, ora, dal grande cuore d’oro…!

Contro ogni giudizio, contro ogni ostilità,

contro ogni fobia e contro il tempo

in perenne nostra tirannia,

un benefattore sei diventato.

Senza essere un eroe,

ALMENO UNA VITA UMANA

CONTRIBUISCI A SALVARE

OGNI VOLTA

CHE UN PO’ DEL TUO SANGUE

VAI A DONARE!

Non siamo eroi, ma salviamo ugualmente

la vita a tanta gente!

Funo di Argelato, maggio 2012

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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