Turismo: il blog ‘My Basilicata’

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Progetto del ‘Pascoli’ di Viggiano con la Fondazione Eni Mattei

Redazione ANSA POTENZA 16 giugno 2017 12:17 NEWS

(ANSA) – POTENZA, 16 GIU – Si chiama “My Basilicata” (mybasilicata.wordpress.com) il blog realizzato dagli alunni della prima classe del liceo classico “Giovanni Pascoli” di Viggiano (Potenza), “come prodotto finale di un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro che ha visto i liceali viggianesi confrontarsi con i ricercatori della Fondazione Eni Enrico Mattei e con i docenti della scuola Artedata di Matera”.
In un comunicato diffuso dalla Fondazione è specificato che “il portale web vuole sviluppare un progetto in grado di applicare le tecnologie informatiche al patrimonio territoriale e culturale locale, al fine di definire strumenti innovativi di marketing territoriale” e che “il risultato è un sito dinamico e funzionale, suddiviso in tre sezioni: cultura, enogastronomia e natura. Tutti i contenuti, dai testi alle foto, dai video ai virtual tour, sono stati realizzati dalla classe che ha scelto di focalizzare l’attenzione sui dieci paesi dell’alta Valle dell’Agri”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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